Comunicazione, Editoria, New media

11 settembre 2010 | 12:59

‘A cosa servono gli editori’

L’editoriale di Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, sul numero di settembre 2010 del ‘Libraio’.

Allegato qui sotto il pdf della pagina del ‘Libraio’ con l’editoriale

A cosa servono gli editori
Con l’arrivo degli ebook si affacciano nuovi imprenditori sul mercato del libro. Le grandi astronavi dell’ITC, per lo più americane, con piattaforme, hardware e pubblicità  e le telecom che gestiscono la trasmissione. Poi cantinari a migliaia: sono quelli che non hanno nulla da perdere e le provano tutte, sperimentando in un garage o in una cantina. Uno su mille avrà  l’idea giusta. Il rischio di tutti questi operatori è che il mezzo prevalga sul contenuto, anche perché di creazione di contenuti non sanno nulla.
Ci sono poi figure tradizionali come gli agenti che cercheranno di eliminare il tramite degli editori.   È già  successo negli USA e i primi casi tradiscono una visione di brevissimo periodo: c’è chi ha affidato tutti i titoli a un’unica piattaforma, consegnandole così di fatto un monopolio. Chi dice che gli editori non serviranno a nulla in questo nuovo mondo per lo più non sa nemmeno a cosa servono oggi. Provo a spiegarlo in poche righe: gli editori incontrano un testo scritto da uno sconosciuto. Ne capiscono per primi il valore.   Investono risorse, intelligenza, creatività  e denaro per trasformare quel progetto in qualcosa di vero e necessario. Sostengono l’autore anche umanamente, perché credono in lui e gli danno credito. Elaborano una strategia di pubblicazione che collochi quel progetto nella giusta prospettiva di tempo, di luogo, di mercato. Il loro marchio rassicura i lettori perché hanno costruito un rapporto di fiducia.
Quest’anno il Libraio vi ha fatto scoprire molti nuovi autori. Di tutti gli esordienti entrati nelle classifiche sino ad ora, 12 su 30 sono stati annunciati su queste pagine. Nel frattempo giunge alle battute finali il nostro torneo letterario on line (io scrittore), che con 25.000 letture ha selezionato trenta opere che diventeranno ebook. Più d’uno verrà  pubblicato in versione cartacea. E con questo si chiude il cerchio: chi si considera un semplice produttore di libri, quando leggeremo in un altro modo sparirà , come sono scomparsi i produttori di carrozze all’inizio del secolo scorso quando sono nate le “carrozze a motore”. Chi si considera un tramite tra l’intelligente lavoro   degli autori e i lettori saprà  utilizzare a suo vantaggio le nuove tecnologie – sia per diffondere i contenuti che per approvvigionarsi – e sopravvivrà , come chi costruiva mezzi su ruote. Ben venga internet con il suo portato di libertà , democrazia e critica a disposizione di tutti. La qualità  saprà  sempre trovare la sua strada tra i lettori. Da questo numero proporremo una nuova rubrica che raccoglie le foto che Andrea Micheli ha scattato in tutto il mondo cogliendo persone nel gesto di leggere.
Leggere è un atto di libertà , emancipazione, crescita personale. La ruota, il motore, internet: le grandiinvenzioni. Ma la scrittura è quella che ha segnato il passaggio dalla preistoria alla storia dell’uomo.
Scusate se è poco. Massimo Gramellini, il cui romanzo d’esordio sta conquistando centinaia di migliaia di lettori e di lettrici, ci regala una didascalia d’autore.
Stefano Mauri

- A cosa servono gli editori – Libraio, Settembre 2010 (pdf)