Televisione

17 settembre 2010 | 8:49

TV: ANTITRUST A RAI E MEDIASET, TELEVOTO TRASPARENTE

TV: ANTITRUST A RAI E MEDIASET, TELEVOTO TRASPARENTE /ANSA
GARANTE INTERVIENE SU SANREMO E GRANDE FRATELLO, MASI PLAUDE
ROMA
(di Elisabetta Malvagna) (ANSA) – ROMA, 16 SET – Per dire basta al televoto che lascia mille dubbi nei telespettatori, soprattutto per evitare il rischio di pacchetti di voti commissionati a società  di call center specializzate, che condizionano pesantemente le competizioni televisive, interviene l’Antitrust. Dopo le segnalazioni giunte dai consumatori sul festival di Sanremo e il Grande Fratello, il presidente dell’autorità  oggi interviene lanciando un ultimatum: Rai e Mediaset hanno 20 giorni di tempo per comunicare le misure che adotteranno per escludere le utenze business dal meccanismo del televoto, pena l’apertura di procedimenti sanzionatori. “Bene Catricalà , bene l’Antitrust – ha commentato il direttore generale della Rai Mauro Masi -. Rai farà  naturalmente tutti gli approfondimenti del caso , ma la disciplina aziendale in materia, risalente peraltro al 2001, è rigorosa e puntuale”. “Il meccanismo del televoto deve essere trasparente – avverte il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà  in due lettere formali a Rai e Mediaset -: il voto degli spettatori che seguono una trasmissione, invogliati anche dall’idea di potere contare nella scelta di un candidato non può essere falsato, nemmeno potenzialmente, dai voti che arrivano dai call center”. L’utente non può essere ingannato, le votazioni non devono essere truccate, sostiene insomma l’Autorità , che vorrebbe evitare il rischio di accordi tra gli operatori e le aziende tv sulla compravendita di interi pacchetti di voto. L’attuale meccanismo, spiega il Garante, “rende infatti possibile da parte di operatori specializzati del settore l’effettuazione di un numero molto rilevante di telefonate, per esprimere preferenze già  predeterminate su specifiche scelte”. Preferenze che potrebbero quindi non riflettere le simpatie del pubblico per questo o quel personaggio o cantante, ma essere frutto di accordi di acquisto di interi pacchetti di televoto, con un più alto ritorno economico in termini di pubblicità , vendite di dischi, passaggi radiofonici, eccetera. “Non ci si crede. Uno cerca di fare le cose più pulite che può e poi ti si infilano dappertutto”, disse Paolo Bonolis durante Sanremo 2009 dopo l’allarme lanciato dal Foglio e da Striscia la notizia sul rischio doping nel televoto. Già  allora intervennero il Codacons e la Fimi, che rappresenta le maggiori case discografiche. E anche nell’ultima edizione del festival, vinta da Valerio Scanu, Enzo Iachetti aveva denunciato: “Il voto del Festival è truccato”. Ora, in base alle indicazioni dell’Antitrust, Rai e Mediaset dovranno: “prevedere nel Regolamento del televoto l’esclusione delle utenze business dai soggetti che possono partecipare al voto; introdurre nelle promozioni dei programmi che usano il televoto l’indicazione sull’esclusione delle utenze business; attuare sistemi per consentire il riconoscimento e, quindi, l’esclusione del voto che proviene da un’utenza business”. A plaudire l’iniziativa dell’Autorità , la Fimi (“la Rai introduca i meccanismi richiesti che impediscono l’uso dei call center”, dice il presidente Enzo Mazza), l’Adusbef, Audiocoop, Federconsumatori e Codacons, che però avverte: “E’ praticamente impossibile bloccare l’attività  dei call center sul televoto”, perché “sono in possesso di migliaia di utenze telefoniche e possono facilmente convogliare di volta in volta un cospicuo numero di voti a seconda delle disposizioni del committente, facendoli pervenire da diverse aree del paese come se provenienti da singoli utenti”. “L’unica soluzione – sostiene il Codacons – è prevedere un intervento continuativo della Guardia di Finanza”.(ANSA).
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