Comunicazione

17 settembre 2010 | 11:02

Rai: Rossi (Farefuturo) ‘invitato da Paragone, direzione generale ha messo veto’

RAI: ROSSI (FAREFUTURO) “INVITATO DA PARAGONE, DG HA MESSO VETO”

ROMA (ITALPRESS) – “Ieri pomeriggio mi arriva una telefonata: e’ Gianluigi Paragone, che mi invita alla prima puntata de L’Ultima parola (in onda questa sera su Rai due). Il tema? Gianfranco Fini, ovviamente. Tra gli altri ospiti previsti, ci sono Vittorio Feltri, Lucia Annunziata, Peter Gomez. Accetto molto volentieri. È un’occasione per dar voce a un’area del centrodestra italiano, peraltro chiamata direttamente in causa, che altrimenti sarebbe rimasta spettatrice silenziosa. Questa mattina mi arriva una seconda telefonata. È sempre Gianluigi Paragone. Un po’imbarazzato (almeno cosi’ fa apparire). Mi spiega che la direzione generale ha messo il veto su di me per ragioni burocratiche. ‘Magari puoi venire la prossima settimana. Forse abbiamo Gaucci…’, mi dice (ovviamente prendo tempo). Persona non gradita. Punto e basta. E stasera, niente ultima parola. Niente parola, anzi”. Lo racconta, su Ffwebmagazine (periodico online della Fondazione Farefuturo), il direttore Filippo Rossi.
“E’ una storiella – spiega Rossi – di regime. Di un regime ‘soft’, per carita’, ma pur sempre regime e’”.
“Ecco – continua Rossi – se quello visto finora ‘dall’esterno’ non bastava a capire in che tempi viviamo, adesso ne ho testimonianza diretta. Ho la testimonianza diretta e personale di cosa e’ diventata l’informazione pubblica in questo paese: i telegiornali che diventano fogli d’ordine, i bavagli e i silenziatori, i veti sugli ospiti sgraditi, le trasmissioni di approfondimento che diventano occasioni di propaganda. Una deriva che ormai non conosce piu’ freni. E non conosce piu’ ritegno. E cosi’ siamo arrivati al capolinea. Siamo arrivati a un servizio pubblico che diventa di fatto privato – conclude Rossi -. Che fa gli interessi non di un partito politico (il che sarebbe gia’ grave). Ma di un uomo soltanto. Quello che succede in questi giorni non e’ piu’ un problema di ‘finiani’ e non. È un problema di democrazia”.
(ITALPRESS).