Editoria

20 settembre 2010 | 14:22

EDITORIA: IPPOLITO, BELPAESE MALTRATTATO. VIAGGIO TRA LE OFFESE A TESORI

EDITORIA: IPPOLITO, BELPAESE MALTRATTATO. VIAGGIO TRA LE OFFESE A TESORI
(ASCA) – Roma, 20 set – Un viaggio tra le offese ai tesori d’Italia che Roberto Ippolito, giornalista professionista, esperto di economia, e scrittore dedica alla nostra cultura e alla nostra memoria, mentre dice ”stiamo oltraggiando la nostra identita”’. Una inchiesta capillare attraverso gli episodi di cronaca, le scelte della politica, che l’autore ha con cura scandagliato e riportato nel libro edito la Bompiani col titolo: ”Il Bel paese maltrattato”. Un volume di approfondimento e ricerca che racconta attraverso centinaia di episodi come ”stiamo oltraggiando al nostra identita’ e la nostra memoria – dice Ippolito – ma quello che e’ piu’ grave e’ che non abbiamo cura del nostro futuro, e piu’ ancora che stiamo facendo un danno enorme al nostro turismo, settore in cui siamo scesi dal primo al quinto posto”. L’analisi di Ippolito si svolge attraverso le vicende dell’ultimo anno e mezzo, ma per quanto iguarda il comparto del turismo l’arco temporale e’ piu’ ampio. ‘Il Belpaese maltrattato’ si sofferma sul crollo dell’attenzione per la cultura, settore che sta scomparendo dal bilancio pubblico. ”Lo stato – dice ancora Ippolito – destina alla cultura 21 centesimi ogni 100 euro che spende in generale e questo e’ rovinoso perche’ non si assumono piu’ custodi, non si assumono piu’ archeologi, si tengono le porte chiuse, mentre la spesa pubblica e’ aumentata del 3% nel 2009”. E’ un processo sistematico quello analizzato dall’autore, che ha individuato centinaia di casi, li ha messi sotto la lente d’ingrandimento, ha inserito nel libro 702 note e 18 pagine di indice su due colonne. ”Un vero atlante della bruttezza”, dice. L’idea di questo libro che segue quello sull’evasione fiscale, col titolo ”Evasori”, e’ venuta ”da cittadino che si guarda attorno – afferma – e si rende conto che non possiamo oltraggiare la nostra ricchezza. Siamo il paese primo al mondo, ma il nostro sistema complessivo dei musei fa 104 milioni di euro, il Louvre da solo 800 milioni di euro. In piu’ se sulla stessa Via Appia Antica ci sono costruzioni irregolari, se alle porte di Pompei c’e’ l’abusivismo, se persino nella Biblioteca Nazionale di Firenze ci sono i topi, un paese – credo – si deve interrogare sul perche’ oltraggia il proprio patrimonio”. Alla domanda poi se il libro contiene anche un messaggio alla politica, Ippolito osserva: ”il libro non nasconde nulla, e’ tutto dettagliatissimo, la classe dirigente ha ancora piu’ responsabilita’, e’ un messaggio di episodi tristi, inverecondi, quasi da non credere. Ma la mia e’ una speranza basata sui fatti. In Italia ci sono musei che non hanno custodi. A Palazzo Reale a Genova i custodi nel 2009 sono diventati venti, erano trenta nel 2003, praticamente un terzo in meno, con 22.730 visitatori nel 2008, tre piani di museo, alla fine hanno messo gli annunci per trovare volontari. Il giornalista torna cosi’ in libreria per una nuova denuncia: la noncuranza degli italiani verso la loro piu’ preziosa risorsa, la bellezza del patrimonio artistico e ambientale. ”La ricchezza dell’Italia – dice – e’ il suo patrimonio artistico, ambientale e culturale, ma ne’ le istituzioni ne’ gli italiani sembrano rendersene conto. Anzi, voltano le spalle all’identita’ nazionale, mentre l’offesa sistematica a questa immensa risorsa ha una portata e un costo quasi incalcolabili: degrado, incuria, vandalismo, trascuratezza, saccheggi, burocrazia allontanano visitatori e turisti o non li richiamano come sarebbe possibile. Prima al mondo per il numero di siti inclusi nella lista dell’Unesco dei patrimoni dell’umanita’, l’Italia continua infatti ad andare a marcia indietro nel turismo. Nel 1970 era in testa alla classifica mondiale per turisti stranieri ospitati, via via ha perso quote di mercato: oggi e’ solo quinta (superata da Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina) e andra’ ancora piu’ giu’. Mentre arretriamo sul fronte internazionale, non si contano gli sprechi e gli abusi che quotidianamente svalutano, o distruggono, luoghi e opere d’arte che rischiamo di non poter piu’ ammirare in futuro”. Tra gli altri libri pubblicati dall’autore, ‘L’Italia dell’economia’(2000), ‘Vivere in Europa’ (2002), ’2014 il futuro che ci aspetta’ (2004), editi da Laterza. Come giornalista, ha curato a lungo l’informazione economica per il quotidiano ”La Stampa”. In precedenza ha lavorato a ”Il Mondo” e ”Italia Oggi”. E’ docente di ”Imprese e concorrenza” alla Scuola superiore di Giornalismo dell’Universita’ Luiss Guido Carli., e’ stato anche direttore della Comunicazione di Confindustria e delle Relazioni Esterne della Luiss. Organizzatore di eventi culturali, e’ stato inoltre editor e responsabile degli incontri con l’autore del Festival dell’economia di Trento.