Televisione

20 settembre 2010 | 17:08

RAI: MARANO, PIU’ COMPETITIVA SE AVESSE PIU’ LIBERTA’ /ANSA

POL:RAI
2010-09-20 17:13
RAI: MARANO, PIU’ COMPETITIVA SE AVESSE PIU’ LIBERTA’ /ANSA
IL FUTURO E’ MULTIPIATTAFORMA E PIU’ ESTERO
TORINO
(dell’inviata Nicoletta Tamberlich) (ANSA) – TORINO, 20 SET – “La Rai potrebbe essere tecnicamente molto più aggressiva e molto più competitiva se avessimo maggiori spazi di libertà ”. Il vicedirettore generale della Rai Antonio Marano intervenendo alla 62/ma edizione del Prix Italia in corso a Torino (presenti il direttore dei palinsesti, Angelo Teodoli, e il segretario generale della rassegna Giovanna Milella) ha indicato la nuova offerta Rai in vista di un 2011 che si aprirà  con quasi il 70% della popolazione italiana completamente coperto dalla trasmissione digitale terrestre. La Rai deve “cambiare prospettiva considerando finalmente anche i mercati esteri, tra le mete di approdo dei suoi prodotti, in particolare delle fiction”. Sono tre i pilastri su cui secondo il vice Dg, si può costruire la Rai del futuro: “programmi adatti ad ogni piattaforma dal cellulare al web passando per la televisione; aprirsi ai giovani ed ai prodotti pensati non solo per la televisione; vendere le produzioni anche all’estero”. Ma il vice direttore generale se da una parte ha sottolineato come l’azienda stia realizzando alcuni aggiustamenti nell’offerta informativa “per evitare sovrapposizioni, o per creare un’offerta più competitiva”. E ha aggiunto “non si vuole lasciare a casa nessuno, ma se pensiamo che le all news sia l’obiettivo a cui puntare, togliamoci da quelle piccole difese che non sono local ma da sottoscala. La Rai potrebbe essere molto più aggressiva e molto più competitiva se avessimo maggiori spazi di libertà  di agire”. In particolare secondo Marano occorre puntare su nuovi format, per fiction e programmi di intrattenimento, più compatibili con la realtà  europea e quindi più esportabili. A suo avviso infatti, “é inutile produrre una grande opera se poi non può essere trasmessa televisivamente negli altri paesi”. A tale proposito il vice Dg ha fatto un esempio: “La durata media dei programmi stranieri, è compresa tra i 30 e 60 minuti, mentre in Italia sono molto più lunghi”. Ecco perché è arrivato il momento, di iniziare a girare anche fiction in inglese per raggiungere quote di coproduzione internazionale comprese tra il 20 e il 30%”. Così , ha rilevato ancora “come sta accadendo per il cinema italiano che nel triennio 2006-2008 ha distribuito all’estero ben 172 titoli (quasi il 50% del totale in Italia nel periodo), generando un introito pari a 26 milioni di euro”. Anche la fiction Rai, per Marano “deve aprirsi al mondo”. Tra le novità  più significative il vice direttore generale di viale Mazzini ha confermato che il nuovo canale cultura della Rai, Rai 5, partirà  entro la fine di novembre e avrà  come sede di riferimento Milano. Farà  cultura intesa in senso moderno, ha sottolineato Marano, ed è una risposta a chi sostiene che la Rai fa poca cultura. Teodoli, ha precisato che “non sarà  solo una riproposizione di film e teatro: questi ci saranno ma inseriti in un discorso più ampio e moderno”. Rai 5, dovrebbe essere presentato ufficialmente nelle prossime settimane. In merito ai risultati più che positivi ottenuti dal tg di Enrico Mentana, Marano ha puntualizzato “va detto che a perdere più telespettatori a favore del tg del canale di Telecom Media è stata Sky tg24, perché il target è quello. Chi guarda l’all news ha bisogno di un modello preciso di offerta, non è che se cambio il Tg1 quello lo recupero. Non prevediamo cambiamenti sui tg delle tv ammiraglie. I tg principali vanno tutelati, ma certo, non è detto che l’all news in futuro non abbia una capacità  propria di essere competitiva in tutte le fasce”. Marano non ha dimenticato di parlare della radiofonia Rai: “la punta di diamante nel piano di interazione fra attività  editoriali e nuove piattaforme”. In sala c’era anche il direttore di RadioUno Rai e del Gr, Antonio Preziosi. In merito alle prossime nomine in Rai Marano ha detto: “In Italia c’é un pluralismo da paura, ma sulle nomine non mi esprimo perché non mi compete ma posso dire che nei nostri nuovi palinsesti c’é una quantità  di news 4 volte superiore agli altri Paesi”. Guardando infatti ai dati dei primi 8 mesi del digitale terrestre la Tv di Stato sembra uscirne bene: in un’intera giornata la Rai conquista il 43% di share con una crescita di 4 punti rispetto al 2009; calo dell’1% dei generalisti a fronte della caduta di Mediaset del 7%; i canali specializzati Rai hanno raggiunto il 7%; 6 dei primi 10 canali specializzati del digitale sono Rai.(ANSA).
TH/ S0A S56 QBXB