Televisione

21 settembre 2010 | 8:47

RAI: GIOVANARDI,TEST ANTIDROGA;VOLTI TV,OK MA PER TUTTI

RAI: GIOVANARDI,TEST ANTIDROGA;VOLTI TV,OK MA PER TUTTI/ANSA
D’ACCORDO GASPARRI, PER SPOSINI ‘USO DROGA RIGUARDA PRIVATO’
ROMA
(di Elisabetta Malvagna) (ANSA) – ROMA, 20 SET – Vuoi presentare, cantare o interpretare fiction per la Rai? Allora devi dimostrare di non essere drogato. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, in un’intervista a KlausCondicio, sostiene che “chi lavora nel servizio pubblico deve dimostrare pubblicamente di non drogarsi”. Dopo la tanto discussa esclusione di Morgan dal festival di Sanremo e da Xfactor per le sue dichiarazioni sull’uso di droga, si torna a parlare di stupefacenti e servizio pubblico. E così, come avviene per i calciatori, “anche gli artisti Rai dovrebbero iniziare a fare il testo volontariamente come hanno fatto i parlamentari. In caso di non disponibilità  al test, “ognuno trarrà  le sue conclusioni”, dice Giovanardi. A condividere “pienamente” la proposta è il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri: “La lotta agli stupefacenti si realizza anche con gli esempi, attraverso la trasparenza di tante persone che hanno ruoli pubblici, compresi quelli che lavorano in Rai e nelle tv private. Semmai bisogna estendere l’ambito della proposta di Giovanardi, piuttosto che criticarla”. “Perchè i test anti-droga solo per i conduttori e i cantanti e non per chi governa il Paese?”, si chiede invece Flavio Arzarello, segretario nazionale della Fgci. “Stiamo diventando l’Italia dei divieti e dei controlli demenziali – incalza Manuela Palermi, dell’ufficio politico del PdCI-FdS. “E dopo i lavoratori Rai a chi toccherà ? – prosegue – Ai tranvieri, ai commercianti, agli insegnanti?”. La proposta viene accolta positivamente da parecchi volti Rai, molti dei quali però chiedono che “i controlli antidoping riguardino tutti”. Lucia Annunziata dice sì ai test, ma fatti “senza distinzioni, dal direttore generale in giù” e senza rendere pubblici i risultati, perché sarebbe “illegale e anticostituzionale”. Per Lamberto Sposini, invece, l’uso della droga “fa parte della sfera privata” e “non è corretto il distinguo tra chi lavora per tv private o pubbliche”. Favorevole invece Eleonora Daniele, “se serve a tranquillizzare i telespettatori”. Ed Elisa Isoardi: “Sarei la prima a sottopormi a un controllo antidoping, una persona che lavora per l’informazione pubblica debba essere necessariamente lucida”. “Se ci fossero controlli antidoping sarei il primo a farli, però ritengo che i parlamentari dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio”, commenta Alessandro Di Pietro, secondo il quale i controlli non dovrebbero essere “volontari ma istituzionalizzati” e coinvolgere “tutti i lavoratori Rai”. Adriana Volpe condivide l’idea, ma si chiede “quanto possa essere efficace, e comunque i controlli dovrebbero essere puramente casuali senza avvertimento e non volontari, come hanno fatto i politici”. (ANSA).
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