Protagonisti del mese, Scelte del mese

21 settembre 2010 | 15:23

Un concentrato di innovazioni

Il nuovo sito di Wired, il mensile sull’innovazione della Condé Nast, che debutterà  l’8 ottobre, lascerà  copiare liberamente i suoi articoli su blog e social network. Wired.it adotterà  infatti una licenza Creative Commons, l’alternativa al copyright (il principio è: non si tutelano tutti i diritti, ma solo alcuni) pensata per la Rete e più flessibile rispetto al tradizionale diritto d’autore. “Il nostro è il primo sito di un editore grande ad adottare la formula Creative Commons”, spiega Riccardo Luna, direttore di Wired e di Wired.it. “Finora si sono basati su questo tipo di licenza soprattutto siti di piccoli editori, organizzazioni non profit o istituzioni pubbliche, come la Casa Bianca”.
Ma perché a un editore dovrebbe convenire la libertà  di copia? “Al tempo di Internet il problema non è essere copiati ma essere ignorati”, risponde Luna. “Se uno prende un mio articolo e lo condivide su Facebook con mille amici, lo devo ringraziare. Non ha senso continuare a mettere barriere per evitare che i contenuti circolino sulla Rete”.
Questa è solo una delle novità  del nuovo Wired.it. Il sito sarà  un concentrato di innovazioni, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche nei metodi di lavoro, a partire dal coinvolgimento diretto degli utenti nell’ideazione del progetto e nella sua realizzazione. “Ci sono arrivate 157 proposte, alcune molto fiche”, afferma Luna. “Il superamento del copyright è una di queste; poi c’è la richiesta di una maggiore multimedialità ; una versione audio del magazine; il geotagging degli articoli, eccetera. C’è un filo rosso nelle proposte: l’utente medio vuole un sito facile, che si carichi in fretta, non pieno di roba. E questo sarà  infatti uno dei nostri criteri guida”.
Sono arrivate anche idee per applicazioni, su cui la squadra di Wired sta lavorando assieme a vari partner. “L’utente potrà  decidere buona parte di quello che vede sul sito”, spiega Luna. “Il 50% di Wired.it, infatti, sarà  prodotto dalla redazione, l’altro 50% da applicazioni che prendono le informazioni dalla Rete. E ognuno potrà  decidere quali informazioni andare a cercare”. Di queste applicazioni a Wired ne hanno sviluppate una trentina, per iniziare, in partnership con Google, YouTube, ePrice, Nokia, Apple e altri fornitori di contenuti e servizi. L’utente potrà  scegliere quelle che preferisce, esattamente come si fa sull’iPhone, personalizzando quindi il sito a seconda dei propri interessi.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 409 – Settembre 2010