Scelte del mese, Servizio di copertina

23 settembre 2010 | 10:57

Oggi siamo tutti più calmi e saggi

Le piattaforme digitali non impoveriscono la radio ma al contrario contribuiscono al rafforzamento degli editori presenti sul mercato. Ne è convinto Eduardo Montefusco presidente di Rna, l’associazione che riunisce le principali radio nazionali private, e fondatore di Rds, che spiega come si sta evolvendo il settore radiofonico.
“Le tecnologie che si sono avvicendate hanno sempre prodotto un aumento della durata di ascolto della radio. Ora a prolungare l’audience si aggiunge il web che ha tolto qualsiasi confine al segnale. Le tecnologie possono cambiare ma alla radio preferita si resta sempre legati, si continua ad ascoltarla perché a differenza degli altri mezzi crea un legame particolare con il pubblico”, dice Montefusco. “È l’engagement, il feeling con l’ascoltatore, la chiave della sua forza. Un valore che gli editori hanno coltivato a partire dagli anni Ottanta quando con i programmi di dediche e richieste sono stati i precursori delle moderne community”.
Eduardo Montefusco affronta anche i due temi caldi della radio italiana, a partire dalla contestazione dell’ultima rilevazione Audiradio: “Abbiamo deciso di adottare tutte le cautele necessarie prima di pubblicare nuovamente il Panel Diari. Prevedo una pausa di almeno sei mesi. Niente di trascendentale, aspettiamo solo che ci sia un riallineamento alla realtà ”.
Sul braccio di ferro con i discografici che chiedono agli editori di rivedere la quota dovuta per l’utilizzo della musica, i cosiddetti diritti connessi, Montefusco taglia corto: quando Scf ha fatto causa ai principali network abbiamo smesso di pagare e rimesso la questione nelle mani dei nostri avvocati. Alcuni dei nostri dicono addirittura che quello che abbiamo versato finora è stato persino troppo. Ora aspettiamo il giudizio del tribunale”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 409 – Settembre 2010