Editoria, Televisione

24 settembre 2010 | 8:52

RAI:GIORNALISTA A TAR,SOSPENDERE BANDO C’E’ DISCRIMINAZIONE

RAI:GIORNALISTA A TAR,SOSPENDERE BANDO C’E’ DISCRIMINAZIONE
IMPOSSIBILE LA PARTECIPAZIONE AI RESIDENTI NEL LAZIO
ROMA
(ANSA) – ROMA, 23 SET – La sospensione del bando di selezione per nuovi giornalisti in Rai è stato chiesto da un giovane professionista che non ha avuto accettata la sua domanda di partecipazione perché residente nella regione Lazio. Il ricorso, predisposto dagli avvocati Giovanni e Annarita Di Battista, è stato depositato e si aspetta adesso la fissazione dell’udienza di discussione. Non è escluso che una prima decisione, seppure temporanea, possa essere presa in tempi brevi dal tribunale in composizione monocratica. “Emerge – si legge nel ricorso – che risultano esclusi dalla possibilità  di partecipare alla selezione i giornalisti non residenti in una delle regioni o province autonome indicate nel bando alla data del 20.07.2010. Tali soggetti esclusi, in pratica, sono i soli giornalisti residenti nel Lazio”. Secondo il ricorrente, “il modulo predisposto per la presentazione della domanda on line, richiede al candidato l’indicazione di due sedi ulteriori, diverse da quella di residenza, di interesse per lo svolgimento dell’attività ”; ma il risultato pratico è che “mentre i giornalisti residenti in regioni diverse dal Lazio possono partecipare alla selezione, indicando come sede di svolgimento dell’attività  lavorativa, oltre alla regione di residenza, anche due ulteriori sedi regionali, al contrario, ai giornalisti residenti nel Lazio è preclusa ogni possibilità  di partecipazione nonostante la disponibilità  degli stessi allo spostamento in altre regioni”. Infatti, secondo quanto indicato, i tentativi fatti dal giovane giornalista professionista per compilare il modulo di presentazione della domanda on line “sono falliti poiché il form non consente di procedere con la compilazione del modello nel momento in cui viene indicata, come regione di residenza, il Lazio”. Secondo il ricorrente ci sarebbe una violazione degli articoli 3, 4 e 120 della Costituzione, che prevedono rispettivamente che tutti i cittadini hanno pari dignità  sociale e sono eguali davanti alla legge, il riconoscimento a tutti i cittadini del diritto al lavoro, e che non si debba limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.(ANSA).
YJ1-TZ/ S43 S0A QBXB