Editoria, Televisione

27 settembre 2010 | 16:41

PARLA CON ME: DANDINI, “NON SIAMO MARTIRI MA DICANO SE CI VOGLIONO”

PARLA CON ME: DANDINI, “NON SIAMO MARTIRI MA DICANO SE CI VOGLIONO”
(AGI) – Roma, 27 set. – “Non ci va di fare i martiri, le vittime: lungi da noi. Siamo dei professionisti, ci e’ stato dato un incarico e intendiamo portarlo avanti”. Le espressioni del volto e il tono delle parole di Serena Dandini passano con rapidita’ fulminante dal sorriso e dall’allegria alla serieta’ facciale e verbale dovuta alla preoccupazione per un quadro che – nonostante le assicurazioni indirette che arrivano dai piani alti della Rai – ancora non sembra del tutto chiaro circa la ripresa di ‘Parla con me’, prevista per domani sera su Raitre. “Non va piu’ bene il nostro ‘programma? Lo dicano, e’ semplice, ‘tana libera tutti’. Tra l’altro non ho un contratto in esclusiva…Pero’ se ci andiamo, allora siamo felici di essere in onda”. E’ una conferenza stampa che al di la’ della presentazione classica alla vigilia del via, ha subito un suo tema dominante e diverso dal rituale. Stavolta ci si chiede se il programma ci sara’ o no. Fonti Rai riferiscono che e’ tutto a posto, domani – si dice – il Cda ratifichera’ il contratto con la societa’ di produzione, la Fandango Tv, e tutto andra’ a posto. Compreso lo spot di lancio del programma: fermato una settimana fa dalla direzione Comunicazione Rai perche’ ritenuto inopportuno visto che c’era satira su figure in forza alla stessa Rai (in questo caso il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, ndr), andra’ comunque in onda quanto meno durante la prima puntata di questa nuova serie. L’auspicio della Dandini e degli autori e’ che lo stesso spot possa andare anche durante altri programmi della rete, ipotesi che il direttore Paolo Ruffini non esclude. (AGI) Vic (Segue)

PARLA CON ME: DANDINI, “NON SIAMO MARTIRI MA DICANO SE CI VOGLIONO”
(AGI) – Roma, 27 set. – Proprio Ruffini in avvio di conferenza stampa – tenuta nel Teatro 3 degli Studi De Paolis sulla via Tiburtina, anziche’ a viale Mazzini – ha sottolineato che “al di la’ delle vicende di questa estate, la cosa importante di questo programma e’ come abbia guadagnato negli anni ascoltatori, apprezzamenti, indice di qualita’ esprimendo in modo importante una rete di qualita’ come e’ Raitre. Cio’ dimostra come si possa fare qualita’ e ottimi ascolti. La seconda serata di Raitre ha un ascolto di circa 1,2 milioni, che e’ l’ordine di grandezza delle seconde serate delle reti ammiraglie, per intenderci Raiuno, ma fatto da una rete che ammiraglia non e’”. Ruffini (con lui c’era anche il vicedirettore di rete Fernando Masullo) ha detto che il programma e’ fatto di “buona satira, e’ cultura, interviste che segnano il percorso televisivo, da’ soddisfazione alla rete”. E quanto alla vicenda spot, “la Rai e’ legittimata con una sua struttura a guardare gli spot, e questo l’ha giudicato non opportuno”, e quanto all’idea che il promo sia da intendersi come uno stop alla satira, Ruffini ha precisato che “nessuno ha affermato che fosse impensabile fare satira. La satira fa parte del Dna di questo programma, e ricordiamoci che l’ha fatto anche con un altro direttore del Tg1, Gianni Riotta”. Comunque “ho chiamato Minzolini per dirgli che quest’anno il programma l’avrebbe sottoposto alla satira. Se questo programma ha tra i suoi punti di forza la satira, non puo’ che essere cosi’. La satira si sa e’ sempre un po’ molesta, inopportuna, graffiante. Non la si puo’ fare o dosare a seconda del momento. Una buona televisione si fa se al primo punto c’e’ la liberta’, cioe’ non avere padrone, poter essere piu’ liberi di qualsiasi altro competitore, piu’ liberi di una tv che ha un padrone. Questa e’ la forza del servizio pubblico, pero’ occorre che ci sia liberta’. Pensare di dire quali interviste si fanno, dare la scaletta, finisce con il ridursi a essere funzionari. Non si puo’ fare – ha detto ancora Ruffini -, e comunque escludo che questo possa essere il futuro della Rai, cioe’ meno libera di quanto lo fosse prima”. (AGI) Vic (Segue)

PARLA CON ME: DANDINI, “NON SIAMO MARTIRI MA DICANO SE CI VOGLIONO”
(AGI) – Roma, 27 set. – “Non e’ facile procedere senza una piccola sicurezza – ha detto a sua volta la Dandini -, pero’ andiamo avanti. La Rai ci ha chiesto questo programma, se non lo vogliono ce lo dicano, andiamo a casa, l’editore ha il diritto di decidere…Pero’ se ce l’hanno chiesto, fatecelo fa’…”. La conduttrice ha anche fatto cenno al presidente della Rai, Paolo Garimberti, prendendo spunto dalle sue parole a margine di un convegno la scorsa settimana al Prix Italia di Torino, e cioe’ fare il gioco di squadra: “Potevamo pero’ darci almeno le magliette, qui non abbiamo neanche gli scarpini. Comunque anche con un tacco 12 facciamo il programma…”. La Dandini – che ha detto ai giornalisti “scusate se vi abbiamo fatti venire qui, ma il buffet di qui e’ migliore di quello di viale Mazzini…” – ha anche sottolineato che “e’ faticoso avere ogni giorno i bastoni fra le ruote, gli occhi addosso, questo Grande Fratello. Non ci piace, non fa lavorare bene”. La conduttrice ha anche manifestato disagio per una sorta di emarginazione, quasi ‘mobbing’, che lei e il suo gruppo avrebbero patito: “Non e’ che ci hanno messo le pietre ai piedi o messo alla gogna, ma insomma ti passa la voglia..”. E detto che alla presentazione dei palinsesti agli inserzionisti, “mentre i rappresentati delle aziende erano li’ a salutarmi e a fare i complimenti per la trasmissione, per quelli della Rai ero…trasparente”. E a proposito del programma, in casa Rai “ci hanno chiesto di cambiare il titolo, e anche il colore del divano (e’ rosso, ndr)”. E’ intervenuto anche Andrea Salerno per ribadire che “questo programma ci e’ stato chiesto dalla Rai, prima con Ruffini, poi con Di Bella, poi di nuovo con Ruffini, visto che c’e’ stato questo ‘ballettino’ a Raitre, altrimenti non lo avremmo fatto”. Tra le novita’ di quest’anno le imitazioni di Donna Assunta Almirante e di Giovanna Botteri. Poi il talent show “Italia’s got Parlament (manca la lettera ‘i’ a Parliament ma e’ fatto apposta, ndr). E c’e’ la sit-com di Valerio Aprea e Marco Giallini dedicata al capitolo intercettazioni: ecco quindi il riferimento al ‘sottosegretario e alla camorra’, quello al presidente di garanzia (Garimberti, ndr) che gioca a tennis ed “e’ forte ed ha vinto gia’ tre partite oggi” e quello alla migrazione di 4 senatori, e qui l’addetto ad intercettare pensa che in realta’ ci si riferisca alla cocaina quando sente che si parla del passaggio di appartenenza di questi parlamentari. Quattro gli appuntamenti settimanali, dal martedi’ al venerdi’ alle 23,15. Per ora fino ad aprile 2010, con solita breve pausa nel cuore dell’inverno. (AGI) Vic