Televisione, TLC

30 settembre 2010 | 15:59

RAI: DISABILI, A RISCHIO ACCESSIBILITA’ DIGITALE TERRESTRE

RAI: DISABILI, A RISCHIO ACCESSIBILITA’ DIGITALE TERRESTRE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 30 SET – Il passaggio al digitale terrestre non ha costituito un passo avanti per le persone con disabilità  sensoriali. Secondo Fish e Fand, le due federazioni delle associazioni di disabili, nel corso del dibattito sul nuovo Contratto di servizio stanno emergendo “allarmanti informazioni, che qualora confermate evidenzierebbero una gravissima discriminazione nell’accesso alla comunicazione e all’informazione, in particolare per i cittadini non udenti”. Le federazioni denunciano per l’appunto il rischio che a causa di problematiche tecniche, “affrontate con colpevole ritardo e trascuratezza”, i servizi di sottotitolazione potrebbero rimanere a lungo inapplicabili alla programmazione Rai sui canali del digitale terrestre. “Con buona pace del dovere di assolvere al proprio compito di servizio pubblico – affermano – l’azienda non avrebbe predisposto per tempo gli strumenti adeguati per garantire l’accessibilità  dei nuovi canali a tutti i suoi abbonati. I servizi di sottotitolazione, con le già  attuali criticità , corrono di conseguenza il serio rischio di restare limitati unicamente alle trasmissioni di Rai 1, Rai 2 e Rai 3″. Secondo Fish e Fand “non ci possono essere giustificazioni di comodo per quella che sinora si è caratterizzata come una sostanziale inadempienza dell’azienda, ma che a partire da questi ulteriori sviluppi potrebbe assumere connotati di una violazione senza precedenti dei diritti degli utenti. La Rai verrebbe di fatto a porre un ostacolo alla piena partecipazione di tutti i cittadini, in palese violazione degli obblighi del servizio pubblico e di quanto stabilito dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità , a tutti gli effetti una legge del nostro Stato”. Le due federazioni prenderanno in esame nelle prossime settimane “tutte le forme di protesta più adeguate per esprimere la condanna nei confronti di un potenziale atto di discriminazione così palese”, non escludendo manifestazioni pressi le sedi Rai o in azioni legali, quanto, “nella eventualità  più drammatica, nella stessa messa in discussione del pagamento del canone annuale”. (ANSA).
AB/ S0B QBXB