Editoria

06 ottobre 2010 | 11:27

BUCHMESSE: GIRO, CI IMPEGNIAMO SU RICHIESTE EDITORI

BUCHMESSE: GIRO, CI IMPEGNIAMO SU RICHIESTE EDITORI
V:’BUCHMESSE: POLILLO (AIE) IL GOVERNO…’ DELLE 11.39
FRANCOFORTE
(ANSA) – FRANCOFORTE, 6 OTT – Il sottosegretario per i Beni e le attività  culturali, Francesco Maria Giro, si è impegnato a tenere fede alle promesse fatte agli editori ed ha assicurato all’associazione di settore che il libro diventerà  “una priorità  nel programma di governo”. “L’Italia conferma il suo impegno anche quest’anno, tuttavia non possiamo nascondere che il settore dell’editoria sta attraversando un momento molto difficile”, ha detto all’ANSA Giro a margine dell’inaugurazione del padiglione italiano alla fiera internazionale del libro che si è aperta questa mattina a Francoforte. “Noi abbiamo preso alcuni impegni e intendiamo rispettarli”, ha sottolineato. “Innanzitutto, vogliamo affrontare la questione dell’Iva sul libro digitale, che deve essere decisa a livello europeo, e la dobbiamo portare dal 20% al 4%, come avviene per il libro cartaceo”. Inoltre, ha proseguito, “intendiamo accogliere le varie richieste che ci giungono dall’Aie affiché il libro diventi una priorità  nel programma di governo. Purtroppo non lo è stato in questi mesi – ha ammesso -. Noi dobbiamo cercare di porre al centro questa priorità , per esempio lavorando concretamente per reintrodurre le agevolazioni sulle tariffe postali, che sono state sospese nel marzo di quest’anno. Questo impegno di reintrodurle lo abbiamo assunto e dobbiamo mantenerlo”. C’é poi “anche un terzo impegno che intendo mantenere – ha proseguito Giro -, che riguarda proprio il nostro ministero: abbiamo tre milioni stanziati per un progetto per i non vedenti, l’Aie ha presentato una sua proposta insieme all’associazione non vedenti e noi intendiamo impegnare questa spesa”. Infine, la scuola. “Dobbiamo cercare di ammorbidire un po’ un nostro atteggiamento rispetto alle edizioni scolastiche – ha commentato -. Oggi c’é un congelamento dei testi, che di fatto non possono cambiare per sei anni, ma questo mette in difficoltà  gli editori, che hanno l’esigenza di aggiornare i testi”. Quindi, ha concluso il sottosegretario, “su questo aspetto bisogna trovare un punto di mediazione, che potrebbe essere un blocco di un paio d’anni”. E poi ha osservato: “Non dobbiamo demonizzare le edizioni scolastiche, non devono diventare un grimaldello per frenare un’attività  che invece si é distinta in questi anni, ma soprattutto ha reso possibile alla piccola e media editoria di lavorare e di dare lavoro”.(ANSA).
CB/ S0A QBXB