TLC

07 ottobre 2010 | 13:50

TLC:CATRICALA’,NUOVA RETE? SOCIETA’AD HOC UNICA POSSIBILITA’

 
ECO:TLC
2010-10-07 14:04
TLC:CATRICALA’,NUOVA RETE? SOCIETA’AD HOC UNICA POSSIBILITA’
ERO CONTRARIO PER TUTELARE CONCORRENZA, MA HO CAMBIATO IDEA
CAPRI
(ANSA) – CAPRI, 7 OTT – Per assicurare la realizzazione delle nuove reti di tlc a banda larga “l’unica possibilità  è dare vita a una società  ad hoc, composta per un terzo da un soggetto pubblico, per un terzo dall’incumbent e per un terzo dal resto del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà , rivelando che su questo tema “ha cambiato idea” rispetto a precedenti convinzioni. “Quando ho sentito parlare di una società  unica delle reti – ha detto nel corso del convegno ‘Giochiamoci il futuro’ organizzato da Between – ero molto preoccupato, perché all’idea di Bernabé, Parisi, Bertoluzzo e Gubitosi seduti intorno a un tavolo ho pensato ‘Ci metto una microspia!’, perché finisce che si mettono d’accordo sulle tariffe e sparisce la concorrenza in un settore in cui ha funzionato”. Tuttavia, ha proseguito, le iniziative per ora sono solo singole e “l’autocandidatura di Telecom è troppo timida”: in sostanza, quindi, “non si raggiunge il risultato. Allora ho ammesso di aver sbagliato e ho cambiato idea: così nelle proposte alla legge sulla concorrenza ho indicato una ‘normetta’ politicamente scorretta, una pietra nello stagno: la costituzione della società  ad hoc, con regole di governance asseverate dall’Antitrust”. La legge, ha però aggiunto, “ha fatto qualche piccolo passo, ma manca la società  della rete”.(ANSA).
FP/ S0A QBXB

 
ECO:TLC
2010-10-07 15:02
TLC:CATRICALA’,NUOVA RETE? SOCIETA’AD HOC UNICA POSSIBILITA’ (2)
CAPRI
(ANSA) – CAPRI, 7 OTT – Pur apprezzando le varie iniziative assunte dagli operatori (dal piano di Telecom Italia a quello degli operatori alternativi), Catricalà  ha osservato che “non ci sono altri modi” per arrivare al risultato se non quello della società  ad hoc, l’unica in grado di “garantire il raggiungimento dell’obiettivo” che ci ha dato l’Europa, secondo cui almeno il 50% delle famiglie europee deve poter utilizzare un collegamento a Internet superiore ai 100 Mbps entro il 2020. “Se Telecom – ha proseguito – dicesse ‘lo faccio io nei tempi giusti e secondo le regole’ non ci sarebbe bisogno di nulla. Ma l’autocandidatura di Telecom è timida”, e quindi è necessario che “gli operatori si mettano d’accordo, ma solo su questo”. La norma inserita tra le proposte per la legge sulla concorrenza, allora, aveva anche lo scopo di provocare un dibattito, “anche all’interno del Consiglio dei ministri”, ma purtroppo nella bozza che circola “é sparita”. Sullo sfondo, ha proseguito Catricalà , “c’é bisogno di un forte ruolo dello Stato”. Il presidente si è implicitamente riferito ai fondi del piano Romani che dovevano essere investiti per il superamento del digital divide e che sono stati ‘congelati’: “bisogna riprendere quel finanziamento, servono soldi pubblici per superare il deficit di mercato”, ha detto. (ANSA).
FP/ S0A QBXB