TLC

07 ottobre 2010 | 15:36

TLC: ACCENTURE, OPERATORI SNODO PER DECOLLO SERVIZI DIGITALI

TLC: ACCENTURE, OPERATORI SNODO PER DECOLLO SERVIZI DIGITALI
(AGI) – roma, 7 ott. – Il motore dell’ICT in Italia e’ arretrato rispetto al trend globale, per farlo ripartire e’ necessario avviare un circolo virtuoso agendo contemporaneamente su domanda, infrastrutture e servizi, dando agli operatori delle tlc il ruolo di spinta propulsiva. E’ questo uno dei punti chiave per “giocarsi il futuro” secondo Accenture, presente all’annuale appuntamento di Between dedicato al mondo dell’ICT italiano in programma oggi e domani a Capri.
In un contesto nazionale arenato tra diffusione non omogenea delle infrastrutture e scarsa propensione delle imprese italiane all’adozione di soluzioni digitali, serve che gli operatori tlc facciano uno scatto in avanti nella catena del valore, passando da una pura gestione della rete alla realizzazione e gestione di servizi alla base delle applicazioni destinate ai clienti. “Funzioni decisive come l’identificazione digitale e i pagamenti certificati – sostiene infatti Giuseppe Jannelli, managing partner TLC&Media di Accenture – sono un primo esempio di applicazioni necessarie per una capillare adozione dei servizi ICT e sono l’area in cui gli operatori TLC possono avere un ruolo determinante. Gli operatori sono infatti i migliori candidati per la realizzazione e la gestione, insieme a player come Accenture, dello strato di piattaforme su cui poggiano le applicazioni fondamentali per l’accelerazione della digital roadmap “.
Lo sforzo degli operatori per ampliare il proprio mercato deve essere pero’ parallelamente accompagnato dalla loro convergenza verso regole condivise per lo sviluppo della rete e da incentivi alla domanda. Questi ultimi devono favorire nei consumatori e nelle imprese l’adozione dei nuovi servizi messi a disposizione dall’era della digitalizzazione. (AGI) Red (Segue)
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(AGI) – Roma, 7 ott. – “Le imprese italiane – spiega Jannelli – sono ancora in ritardo nella capacita’ di uso delle soluzioni informatiche, web 2.0 e digitali; il confronto con altre realta’ comparabili – per dimensione e geografia – e’ nettamente perdente. Chi dice che sia solo la domanda ad essere carente, o l’infrastruttura, vede solo una parte del problema e non adotta soluzioni adeguate all’urgenza di un intervento che agganci la ripresa e dia competitivita’ al sistema. Far ripartire il motore si puo’, esiste un alto potenziale di crescita e la domanda di servizi e’ alta, ma serve attivare quel circolo virtuoso tra infrastrutture adeguate, domanda e servizi che puo’ ampliare il business degli operatori e far decollare la digitalizzazione del Paese. E’ fondamentale investire nei centri ICT – spiega Jannelli al Convegno di Between – e negli Innovation&Industry Hub come il nostro Centro mondiale di Innovazione per i servizi Broadband (ABIC), con sede a Roma, che oggi dall’Italia serve clienti quali Telstra, Comcast e Korea Telecom”.
Ma non basta, perche’ a questa azione e’ necessario affiancare una particolare attenzione alle strategie di sviluppo delle risorse professionali nell’ICT in Italia.
L’evoluzione del mercato globale e degli investimenti in ICT chiede capacita’ e flessibilita’ nell’attivazione delle risorse sui progetti: “Accenture investe ingenti risorse in Italia, ma non riusciamo a trovare tutte le professionalita’ richieste. Ad esempio, in uno dei nostri centri ICT a Napoli, abbiamo difficolta’ ad assumere gli specialisti necessari, perche’ il bacino non e’ sufficiente. Se non saremo pronti a sviluppare direttamente in Italia professionalita’ ICT secondo modalita’ e standard internazionali, rischiamo di perdere progetti generatori di sviluppo per l’economia dell’intero Paese, come dimostra la tendenza all’offshoring “, ha concluso Jannelli. Red