TLC

08 ottobre 2010 | 9:11

TLC: CATRICALA’,NUOVA RETE?SOCIETA’ AD HOC UNICA CHANCE

TLC: CATRICALA’,NUOVA RETE?SOCIETA’ AD HOC UNICA CHANCE/ANSA
INSERITA IN PROPOSTE LEGGE CONCORRENZA, MA NEL TESTO NON C’E’
CAPRI (NAPOLI)
(dell’inviata Francesca Paggio) (ANSA) – CAPRI (NAPOLI), 7 OTT – Per portare l’Internet veloce a tutti gli italiani l’unica strada è una società  ad hoc tra Telecom, gli altri operatori e un soggetto pubblico. Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà , torna sul tema caro al suo collega dell’Agcom, Corrado Calabrò, raccontando un piccolo retroscena: all’inizio del dibattito era contrario a questa soluzione, ma in seguito, visto che l’obiettivo non sembra a portata di mano, ha cambiato idea e ha inserito una norma specifica nelle proposte per la legge sulla concorrenza. Legge che però non solo sembra essersi arenata, ma è stata anche privata di alcune delle idee avanzate proprio dall’Antitrust. Davanti alla platea di addetti ai lavori del convegno ‘Giochiamoci il futuro’ organizzato da Between, Catricalà  fa il punto della situazione sulle nuove reti: parla di “impasse”, definisce “timida l’autocandidatura di Telecom Italia”, che ha annunciato un piano per portare la fibra al 50% degli italiani entro il 2018, e pur apprezzando le varie iniziative dell’ex monopolista e degli operatori avverte che l’obiettivo che ci ha dato l’Europa (100% della popolazione collegata a 100 mega entro il 2020) è difficile da raggiungere: l’unica soluzione, allora, é la società  delle reti. Si tratta di una proposta che sembra in contraddizione con il ruolo di difensore della concorrenza ricoperto da Catricalà , ma è stato lo stesso presidente dell’Antitrust a spiegare l’inversione a U, avvenuta già  alcuni mesi fa: “Quando ho sentito parlare di una società  unica delle reti – ha raccontato – ero molto preoccupato, perché all’idea di Bernabé, Parisi, Bertoluzzo e Gubitosi seduti intorno a un tavolo ho pensato: ‘Ci metto una microspia!’”. Tuttavia, ha proseguito, di fronte all’evidenza del risultato difficile da raggiungere e alla necessità  per il Paese di dotarsi di una infrastruttura veloce, “ho ammesso di aver sbagliato e ho cambiato idea: così nelle proposte alla legge sulla concorrenza ho indicato una ‘normetta’ politicamente scorretta, una pietra nello stagno: la costituzione della società  ad hoc, con regole di governance asseverate dall’Antitrust”. La legge, ha però aggiunto, “ha fatto qualche piccolo passo”, ma non ha ancora visto la luce e l’Antitrust è stata così “una delle vittime maggiori dell’assenza del ministro dello Sviluppo economico”. Le bozze del provvedimento in circolazione, ha inoltre sottolineato, sono prive non solo della società  ad hoc per le tlc (a cui si dicono però contrari Federconsumatori e Adusbef, secondo cui la rete “deve restare in pancia a un unico operatore”), ma anche di misure importanti come il regolatore per i trasporti e quello per il settore postale.(ANSA).
FP/ S0A QBXB