TLC

08 ottobre 2010 | 15:59

Tlc/ Calabrò: Società  rete? Non facciamo costruzioni barocche

Tlc/ Calabrò: Società  rete? Non facciamo costruzioni barocche
Telecom non può essere costretta a conferire la propria rete

Capri, 8 ott. (Apcom) – No a costruzioni “barocche” su una società  veicolo per la rete di nuova generazione. “Non si reggono”. Il presidente dell’Autorità  per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, intervenuto a Capri, al convegno di Between, sottolinea che “la società  veicolo non è l’unica soluzione, ci sono forme partecipative, consorziali, forme di accesso alla rete che garantiscono la concorrenza”.
Ieri, proprio a Capri, il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà , aveva invocato la necessità  di una società  della rete come unica strada possibile per arrivare al risultato di una rete di nuova generazione. Per Calabrò invece questa non è la strada praticabile. “Significherebbe – dice – che Telecom deve conferire la propria rete. Ma se vuole farlo. Se non vuole, non può essere costretta, per 10 buoni motivi, il primo è che non ci sono i soldi”.

(Segue)

Rbr

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Apc-Tlc/ Calabrò: Società  rete? Non facciamo costruzioni barocche -2
In zone a media profittabilità  serve progetto condiviso

Capri, 8 ott. (Apcom) – L’Unione europea – ha poi spiegato Calabrò – suddivide le zone in tre categorie, quelle ad alta profittabilità  di mercato, quelle a media e quelle a bassa. “Nella prima – ha spiegato – può operare il mercato. La rete in fibra è epocale. Ha un costo di 12-15 miliardi ma non è una cifra che poi sgomenti”. Quanto poi alle zone a media profittabilità , per queste secondo Calabrò, il memorandum di intesa al tavolo Romani “dovrebbe servire a realizzare una sola rete che è la cosa più razionale e la condicio sine qua non per la partecipazione della Cdp. Ma devono mettersi d’accordo sulla unicità  della rete e gli piaccia o no su un progetto condiviso”. “Lo stato – ha aggiunto – potrebbe garantire gli investimenti”. Infine nelle zone meno redditizie, a scarsa utenza “lo stato è fondamentale. Gli 800 milioni, congelati si sono poi sciolti ora ce ne sono solo 100 e rischiano di diventare anche questi acqua”.

Rbr

081627 ott 10