Televisione

12 ottobre 2010 | 8:41

RAI: DOMANI VERTICI DA ROMANI, SUL TAVOLO CONTRATTO SERVIZIO

RAI: DOMANI VERTICI DA ROMANI, SUL TAVOLO CONTRATTO SERVIZIO
ROMA
(ANSA) – ROMA, 11 OTT – Il punto sul nuovo contratto di servizio, dopo che il consiglio di amministrazione della Rai ha deciso all’unanimità  il 29 settembre di rinviarne l’approvazione: questo il tema dell’incontro previsto per domani al dicastero dello Sviluppo economico tra il neo ministro Paolo Romani e i vertici della tv pubblica, il presidente Paolo Garimberti e il direttore generale Mauro Masi. In sostanza, Garimberti e Masi rappresenteranno a Romani i motivi per cui il cda si è ritrovato compatto nel rinviare il via libera al testo. Il nodo, formalizzato anche dal collegio sindacale, è l’assenza di certezze sulle risorse per la copertura degli obblighi da servizio pubblico: la contabilità  separata 2009 ha infatti certificato uno ‘sbilancio’ di 335 milioni, ‘dirottati’ sui programmi di servizio pubblico dagli introiti pubblicitari, e si prevede che l’anno prossimo accadrà  altrettanto. Di fatto, per coprire gli obblighi previsti dalla legge e dal contratto di servizio servono quasi 2 miliardi, a fronte di circa 1,7 miliardi di introiti da canone, la cui evasione è vicina al 30% (con punte del 45% in alcune regioni). Il governo sta studiando da tempo una norma che obbliga al pagamento del canone chi è proprietario di un’utenza elettrica e di un televisore, a meno che non comunichi – tramite autocertificazione – di non possedere la tv. Una misura grazie alla quale si stima di poter recuperare almeno 300 milioni (su un’evasione totale da 500 milioni), parte dei quali potrebbe andare a beneficio degli utenti con una riduzione del canone. Altre ipotesi, almeno in linea teorica, sarebbero l’aumento del canone 2011, la misura forse più diretta ma sicuramente la più impopolare (si calcola che per coprire integralmente i costi del servizio pubblico ogni abbonato dovrebbe sborsare 20 euro in più); il recupero del pregresso, arrivato a 1 miliardo in cinque anni (lo sbilancio è infatti una costante da quando si applica la separazione contabile); la cancellazione della tassa sulla concessione governativa, che per la Rai vale oltre 50 milioni. (ANSA).
MAJ/ S0A QBXB