Editoria

12 ottobre 2010 | 10:48

12 Oct 2010 11:20 CEDT Marcegaglia: Barbareschi, siamo a rischio regime in informazione

12 Oct 2010 11:20 CEDT Marcegaglia: Barbareschi, siamo a rischio regime in informazione

ROMA (MF-DJ)–”Il rischio di un giornalismo cosi’ becero mi fa pensare che ci stiamo avvicinando a sistemi totalitari, metodi che mi ricordano, purtroppo, tecniche messe a punto dall’Ovra. Un giornalismo che porta a una delegittimazione del ruolo di giornalista. I giornalisti sono i sacerdoti della comunicazione tra una notizia e chi l’ascolta. C’e’ il celebratore della notizia, un prete che comunica la parola di Dio. Devo credere che il giornalista mi sta raccontando qualcosa vicino alla verita’. Se lui si allontanera’ da questa missione, sara’ lui responsabile di un regime totalitario nell’informazione perche’ a un certo punto nessuno gli credera’ piu’”.

Lo ha detto il deputato del Fli, Luca Barbareschi, in un’intervista per KlausCondicio, in merito alla nuova bufera che ha investito “Il Giornale” per il presunto dossieraggio e la presunta violenza privata ai danni del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

“Come e’ avvenuto ai tempi del Trio Lescano (composto da tre cantanti perseguitate dai fascisti perche’ ebree), l’avvicinamento verso i regimi si accelera quando si comincia a non dare una notizia o a nasconderla – aggiunge -. Si chiede al questore o al politico di turno di stilare una lista di persone non gradite. E poi si arriva alla caccia all’ebreo. Ovviamente poi la gente si rende spesso partecipe e comincia a fare delazione per salvare la propria vita. E, facendo delazione, spesso non dice cose vere, ma si limita a scaricare cose sugli altri”.

“Forse le donne del Pdl aspettano, prima di parlare, che decida qualcosa Berlusconi. Puo’ essere che si spieghi cosi’ il fatto che nessuna delle deputate del Pdl abbia sentito bisogno di esprimere solidarieta’ alla Marcegaglia per quello che ha subito”, dice Barbareschi.

“Galeazzo Ciano, nonostante tutte le difficolta’, ha avuto anche delle intuizioni. Alessandro Pavolini e’ stato una persona di enorme spessore culturale. Quanto ai meriti di Feltri, non vorrei neanche discuterne. Incarna una malafede intellettuale a priori che lo scredita. Non a caso e’ stato espulso dall’ordine dei giornalisti – osserva Barbareschi -. Ti fa un’intervista e, mentre ti dice qualcosa, ti fa il titolo sputtanandoti contemporaneamente: questa e’ la sua logica. In qualche modo Lombroso credo avesse ragione: basta guardarne l’espressione. La differenza fra Ciano e Feltri e’ abissale, come quella fra un intellettuale e un edicolante”. red/gug

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October 12, 2010 05:20 ET (09:20 GMT)

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