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13 ottobre 2010 | 9:05

GOOGLE: VERSO IL GPI, INDICE INFLAZIONE DEI BENI ONLINE

GOOGLE: VERSO IL GPI, INDICE INFLAZIONE DEI BENI ONLINE/ANSA
NEL FRATTEMPO FORTI INVESTIMENTI SU ENERGIA ALTERNATIVA E ALTRO
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(di Luciano Clerico) (ANSA)- NEW YORK, 12 OTT – L’unico dato certo è questo: Google si sta trasformando. Esattamente in ‘cosa’ nessuno al momento lo sa dire, ma il gruppo americano – pur continuando ad essere il leader planetario del web – dal punto di vista economico-finanziario sta diventando ‘qualcosa’ d’altro: da colosso di internet a colosso poliforme capace di uscire dall’ online per approdare a settori come energia, auto, telefonia. Lo rivelano gli ultimi due investimenti annunciati dal gruppo, entrambi orientati a progetti potenzialmente capaci di rivoluzionare interi settori. Il primo riguarda la messa a punto di un nuovo indice di inflazione riservato esclusivamente all’online. Come riporta oggi il Financial Times, il chief economist della società , Hal Varian, nel corso della Conferenza a Denver, in Colorado, della National Association of Business Economists, ha annunciato che gli esperti economico-finanziari del gruppo stanno studiando come mettere a punto il ‘Google Price Index’, il ‘Gpi’. Si tratta di un indice giornaliero per misurare l’inflazione in base ai dati degli acquisti effettuati online. Il manager ha precisato che al momento la società  sta soltanto raccogliendo i dati per poter elaborare l’indice, e che non ha ancora deciso se pubblicarli o meno. Ma Google ‘crede’ nel ‘suo’ indice: il principale vantaggio del Gpi sarebbe quello di poter ottenere i dati economici in modo molto più rapido, utilizzando le risorse online. I dati ufficiali del ‘Consumer Price Index (Cpi), infatti, vengono raccolti a mano nei negozi e pubblicati su base mensile con qualche settimana di ritardo. L’indice non sarebbe una soluzione alternativa al Cpi, perché – ha precisato Varian – il mix di prodotti che vengono venduti su internet è diverso da quello dell’economia generale. Ma quali i suoi potenziali effetti sull’ economia reale? Nessuno è in grado di prevederlo, così come non sono prevedibili gli effetti che Google avrà  nel campo dell’energia alternativa. Il colosso di internet si è infatti unito ad un gruppo finanziario di New York per investire in un progetto da 5 miliardi di dollari per la realizzazione off shore, lungo la costa atlantica degli Stati Uniti, di una “spina dorsale” per impianti eolici. Il progetto riguarda una linea ‘subacquea’ di circa 600 km destinata a fare da base per future pale eoliche e ha le potenzialità  di cambiare per sempre la mappa elettrica dell’intera regione, aprendo definitivamente la via all’eolico. Il New York Times riporta oggi che Google e il gruppo finanziario americano Good Energies si sono accordati per acquisire rispettivamente il 37,5% delle quote del progetto. Già  nei mesi scorsi Google aveva cominciato a investire nelle rinnovabili acquistando con Google Energy, la società  costituita nel dicembre scorso per questo scopo, due impianti di energia eolica del Nord Dakota per quasi 39 milioni di dollari. Nello stesso tempo è di questo fine settimana la notizia che il gruppo ha messo a punto la ‘self driving car’, l’auto che si guida da sola. Quali gli effetti futuri sul mercato dell’auto? (ANSA).
CLE/ S0A QBXB