New media

13 ottobre 2010 | 14:18

Internet/ La bufala di blog e social network aziendali: Ft attacca

Apc-Internet/ La bufala di blog e social network aziendali: Ft attacca
Kellaway: Non li legge nessuno, speriamo che “follia” passi presto

Roma, 13 ott. (Apcom) – Ore e ore passate a curare blog aziendali o profili aziendali sui social network. Ma chi se li legge? “Nella maggior parte dei casi nessuno”, e intanto queste iniziative sottraggono tempo e risorse a cose più rilevanti. Dopo mesi di eccitazioni e iniziative societarie sul social networking, a scagliarsi contro il fenomeno è il Financial Times: “Si spera che questa follia non duri a lungo”, scrive Lucy Kellaway, curatrice di una rubrica di lettere dei lettori. Le critiche sono contenute proprio nella risposta a una lettera, giunta da un dirigente 40enne di una grande società  tecnologica che si lamenta del fatto che, come a tutti i suoi colleghi, il top management gli abbia chiesto di dedicare parte del tempo libero – per giunta nei ‘sacri’ weekend – a scrivere blog e rubriche nel profilo aziendale sui social network. Tutto questo “è diventato il principale sistema dei manager per sprecare tempo – gli risponde la Kellaway -. Bloggano tutti, trascinati dall’eccitazione, dalla vanità  di avere una piattaforma e dalla paura sul cosa accadrebbe se non partecipassero” al fenomeno. Ma non solo questa deriva distrae i manager da quello che sarebbe il loro principale compito, gestire la società , “ma crea anche la pericolosa impressione che stiano facendo qualcosa di rilevante, quando in realtà  stanno solo parlando con sé stessi”. (segue)

Voz

131457 ott 10
Apc-Internet/ La bufala di blog e social network aziendali:Ft …-2
Unici commenti sono dei ruffiani. E suggerisce qualche trucco

Roma, 13 ott. (Apcom) – “Nella maggior parte dei casi i blog aziendali non vengono letti da nessuno: basta guardare in fondo alla pagina e leggere ‘commenti: zero’. Oppure trovare uno o due commenti di ruffiani sullo stile ‘bellissimo post’, seguito da una faccina sorridente (gli smiley)”. In realtà  nelle società  ci sono poche persone che sono per talento portate ai blog, che ci si divertono e continueranno a farlo quando la moda sarà  finita. Tuttavia il consiglio al malcapitato dirigente è quello di abbandonarsi alla deriva fino a quando dura. Cosa che potrebbe significare anche “un anno o due”. Finché si trascina “lei avrà  poca scelta” se non adeguarsi alle direttive. Ma almeno ci sono dei trucchi: non si è costretti a passarci le ore. Basta postare spesso la prima cosa che passa per la testa. O all’opposto fare lunghi post poco frequenti, in cui si comincia con lo scusarsi per il tempo trascorso dall’ultimo intervento a causa del tanto lavoro da fare. “Così il suo blog avrebbe l’eccellente effetto collaterale di far passare alcuni messaggi: è popolare, le piace farlo ma ha anche tanto lavoro rilevante da portare avanti”. Ciò detto “mai bloggare nel tempo libero”, conclude la commentatrice dell’Ft: se è una cosa aziendale si fa “solo e sempre nell’orario di lavoro”.

Voz

131459 ott 10