Editoria

14 ottobre 2010 | 12:22

Turchia/ Colossi media in campo per acquistare editore Dogan

Apc-Turchia/ Colossi media in campo per acquistare editore Dogan
Interessati Murdoch, Bertelsmann e Time Warner. Società  nega

Istanbul, 14 ott. (Apcom) – La News Corp di Rupert Murdoch, la Rtl del gruppo Bertelsmann e l’americana Time Warner sono interessate ad acquistare gli asset media del gruppo turco Dogan, titolare di quotidiani di grande diffusione come Hurriyet e Milliyet, da tempo nei guai con il fisco. Lo scrive il quotidiano Zaman, che raccoglie le voci che circolano da quando Dogan ha annunciato al vendita di alcuni asset per pagare la supermulta da 4,8 miliardi di lire turche (circa 2,4 miliardi di euro) che secondo l’editore gli è stata comminata perchè è voce critica nei confronti del governo di Recep Tayyp Erdogan. Secondo indiscrezioni in pole position per l’acquisto ci sarebbe proprio Murdoch, l’editore globale australiano. Per una fonte citata da Zaman ci sono anche società  di private equity interessate ai giornali di Dogan. Un alto dirigente del gruppo, Vuslat Dogan Sabanci, ha detto alla tv Cncb che Dogan ha ricevuto delle offerte non vincolanti. La società  in un comunicato alla borsa di Istanbul sottolinea che il gruppo ha annunciato in precedenza il suo progetto di vendita degli asset e che non ci sono novità  in merito.

(segue)

Mao/bea

141311 ott 10

Apc-Turchia/ Colossi media in campo per acquistare editore Dogan -2-
Patron in rotta con premier Erdogan

Istanbul, 14 ott. (Apcom-Nuova Europa) – Il colossale gruppo è noto alle cronache anche per i suoi guai con la Giustizia, soprattutto per la multa da 4,8 miliardi di lire turche, comminata dal fisco per mancati pagamenti delle tasse negli anni 2006 e 2007. Una multa record, che molti hanno inteso come un’arma politica del premier Erdogan contro l’editore più potente del Paese. Non è mai stato chiarito da cosa sia nata la frattura fra i due, ma in molti pensano che la ragione del contendere sia semplicemente una proprietà  sulla quale a Dogan non è stato permesso di edificare. Da quel momento il maggior editore del Paese è diventato anche il più grande editore di opposizione. Nel settembre 2008 Hurriyet e Milliyet hanno iniziato a pubblicare gli atti di un processo in Germania dov’era coinvolta un’associazione, la Deniz Feneri, che raccoglieva i fondi dei turchi residenti all’estero per destinarli a opere di bene. O almeno così diceva. Un’indagine della magistratura tedesca accertò infatti che parte di quei soldi, diversi milioni di euro, erano finiti nelle tasche del braccio destro di Erdogan, Mehmet Firat, che per questo fu costretto alle dimissioni da dirigente del partito di maggioranza. La multa è sempre stata vista come una sorta di “punizione” da parte di Erdogan e che il premier ha sempre ovviamente smentito con forza.

Mao

141312 ott 10