Comunicazione

15 ottobre 2010 | 14:48

MUSICA: L’OPERA ‘IPOD’ DI JOHN ZORN DAL VIVO A MILANO

 
SPE:MUSICA
2010-10-15 14:35
MUSICA: L’OPERA ‘IPOD’ DI JOHN ZORN DAL VIVO A MILANO/ANSA
PRIMA MONDIALE LAVORO COMPOSITORE USA AD APERITIVO IN CONCERTO
MILANO
(di Gioia Giudici) (ANSA) – MILANO, 15 OTT – Come in un gigantesco Ipod vivente, dodici gruppi presenteranno dal vivo, senza soluzione di continuità , ‘Books of angels’, il nuovo canzoniere musicale ideato dal celebre e geniale compositore americano John Zorn. La prima mondiale – già  tutta esaurita – di ‘Masada marathon Ipod concert’, la sera dell’8 novembre, è il fiore all’occhiello della ventiseiesima edizione della rassegna milanese Aperitivo in concerto, organizzata al Teatro Manzoni di Milano da Mediaset e Publitalia ’80. ”E’ doveroso – ha detto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri – investire parte degli utili in cultura”. “Si parla di etica solo per beneficenza, io invece – ha spiegato – trovo doveroso aiutare la mia città  e dare quel poco o tanto di aiuto che posso. E’ un esempio che dovrebbero seguire anche altri, così non ci sarebbe bisogno di fare la questua alle istituzioni. Da giovane c’erano le opere di misericordia corporale e spirituale, quindi, se diamo un po’ di cultura – ha scherzato – magari diamo anche un po’ di paradiso”. Quest’edizione della storica e ricercata rassegna si caratterizza da una parte per lo spazio dato al ritorno delle orchestre nel mondo della musica improvvisata, a quelle che all’epoca dello Swing venivano definite ‘infernal machines’, macchine infernali del ritmo, dall’altra per la nutrita presenza di interpreti israeliani che, per Andreé Ruth Shammah, anima del teatro Franco Parenti di Milano, “é un modo importante per togliere ogni pregiudizio”. La scelta di dare spazio alla musica made in Israel si spiega, secondo il curatore della rassegna, Gianni M. Gualberto, con la diaspora degli ebrei, un destino condiviso con i neri d’Africa, che portò entrambi i popoli al confronto con l’altro e, quindi, alla “creazione di linguaggi sincretici sempre più raffinati”. Per quanto riguarda le orchestre si spazierà  dall’estro dell’israeliano Avi Lebovich al pluripremiato canadese Darcy James Argue, dal danese Pierre Dorge, accompagnato dalla storica e colorita New Jungle Orchestra, con ospite speciale il leggendario sassofonista John Tchicai, agli americani Travis Sullivan con la Bjorkestra (progetto orchestrale dedicato alle musiche di Bjork, con ospite il trombettista Dave Douglas) fino a Andrew Durkin con la californiana Industrial Jazz Group. Sul fronte dell’improvvisazione, il ricco cartellone offre possibilità  di scelta tra un compositore e strumentista come il contrabbassista Ben Allison (affiancato dalla violinista Jenny Scheinman e dal tenorista Michael Blake); un clarinettista come Matt Darriau, solista dei Klezmatics impegnato nella rilettura di alcuni classici degli anni 20 e 30; il trombettista Wadada Leo Smith, che reinterpreta il jazz elettrico e funky inventato da Miles Davis; i 3 Cohens, gruppo di ben noti strumentisti come Anat e Avishai Cohen, oggi fra i più popolari artisti della scena newyorkese e di Tel Aviv; il famoso contrabbassista Charlie Haden, a capo di un gruppo come Quartet West, con cui rende omaggio agli anni noir della cultura californiana. Non manca poi un tributo alla grande storia del jazz con il pianista sudafricano Abdullah Ibrahim, che guida il gruppo strumentale Ekaya, in cui la tradizione musicale africana si fonde con la più trascinante vena improvvisativa.(ANSA).
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