Televisione

20 ottobre 2010 | 9:05

RAI: DIRIGENTI IN VIGILANZA, NOI GARANTI CORRETTEZZA APPALTI

RAI: DIRIGENTI IN VIGILANZA, NOI GARANTI CORRETTEZZA APPALTI
OPPOSIZIONE CHIEDE TRASPARENZA SU PRODUTTORI DI FICTION
ROMA
(ANSA) – ROMA, 19 OTT – Le società  appaltatrici di fiction devono rispondere a precisi criteri e fornire idonee garanzie prima di sottoscrivere i contratti. Inoltre, nelle aziende che hanno ricevuto commesse, la partecipazione di soci stranieri è minoritaria. E’ quanto avrebbero sostenuto, facendosi garanti della correttezza degli accordi sottoscritti, i dirigenti Rai davanti all’ufficio di presidenza della Commissione di Vigilanza. I manager hanno risposto in un’audizione informale alle domande dei commissari sui contratti per le fiction acquistate dall’azienda pubblica, che nel 2010 sarebbero costate complessivamente 190 milioni di euro. La richiesta di convocare i vicedirettori generali, Antonio Marano e Lorenza Lei, e il direttore di Rai Fiction, Fabrizio Del Noce, è nata a seguito di un’istruttoria condotta dal segretario della commissione, Enzo Carra (Udc), su alcuni contratti sottoscritti dalla Rai nel corso del 2010. Nel mirino dell’opposizione, oltre alla Endemol, partecipata da Mediaset, e la Ares Film, partecipata al 30% da Rti, una spa del gruppo Mediaset, la Lux Vide e la Albatross entertainment. I dirigenti Rai – secondo quanto riferito da alcuni commissari – avrebbero spiegato che la Lux Vide è partecipata al 18,53% da Tarak Ben Ammar, detentore quindi – a loro dire – di una quota decisamente minoritaria. L’opposizione aveva stigmatizzato proprio la presenza dell’imprenditore tunisino, socio in affari di Silvio Berlusconi, nella società  che ha chiuso contratti con l’azienda pubblica per oltre 20 milioni di euro nel 2010. Per quanto riguarda la Albatross, i dirigenti Rai avrebbero sostenuto che i soci inglesi della Reynolds Advisors Limited sono minoritari e che i soci italiani avrebbero fornito idonee garanzie economiche tramite la Banca Nazionale del Lavoro. Carra, nella sua istruttoria, aveva puntato il dito contro composizioni societarie a suo dire poco chiare, come quella dell’Ellemme group di Massimo Ferrero, che secondo indiscrezioni – smentite dagli avvocati – sarebbe legata a Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, ed è controllata da due società  inglesi, la Elmhold Limited e Artgold Limited. La società  ha prodotto anche la fiction ‘Mia madre’, che ha avuto il via libera del cda Rai il 15 settembre scorso dopo una richiesta di approfondimenti. I dirigenti Rai avrebbero ricordato che le società  devono compilare un’autocertificazione prima di sottoscrivere contratti e che ogni due anni devono fornire i certificati antimafia. L’opposizione ha sottolineato che non esistono sanzioni in caso di dichiarazioni mendaci da parte degli appaltatori e chiesto comunque maggiore trasparenza alla Rai. “Marano e Del Noce mi sono sembrati impreparati perché rinviano sempre ad altre istanze – ha detto Carra -. Bisogna evitare che il denaro pubblico finisca chissà  dove o alla concorrenza. E’ necessario inoltre limitare le produzioni all’estero, perché in Italia c’é un problema di occupazione”. “Il sistema di elenco dei produttori, che sono 58, è carente – ha aggiunto il capogruppo del Pd, Fabrizio Morri -. Si basa sull’autocertificazione ed è difficile sapere se un produttore che fa parte dell’elenco abbia o meno, ad esempio, un parente in Rai”. Di parere opposto, il vicepresidente della Vigilanza Giorgio Lainati (Pdl), secondo il quale “i dirigenti sono stati sufficientemente chiari sui punti in discussione”. (ANSA).
CAS/ S0A QBXB