Televisione

20 ottobre 2010 | 11:26

RAI: FAZIO E SAVIANO, COSI’ NON ANDIAMO IN ONDA

RAI: FAZIO E SAVIANO, COSI’ NON ANDIAMO IN ONDA
(AGI) – Roma, 20 ott – “Senza garanzie non vado in onda”. Fabio Fazio, il conduttore di ‘Vieni via con me’ lo assicura in un’intervista a ‘La Repubblica’, lo stesso quotidiano che oggi pubblica una lettera aperta dello scrittore Roberto Saviano che si rivolge al direttore della Rai, Garimberti, e ‘denuncia’: “in questo clima, con un editore che rema contro, e che fa di tutto per ridurre mezzi, spazio, possibilita’, non possiamo ne’ vogliamo lavorare. Non ci sono le condizioni per andare in onda”.
Un programma, spiega Fazio, “non e’ una guerra, devono essere tutti d’accordo: non e’ possibile continuare a trovarci davanti ostacoli di ogni genere”. La Rai “sapeva benissimo gli argomenti di cui ci saremmo occupati: mafia, politica, emergenza rifiuti, carceri, la ricostruzione dell’Aquila, la delegittimazione e la macchina del fango. Capisco che fannno paura”, rilancia il conduttore che sui compensi degli ospiti sottolinea: “Benigni e’ un artista, non e’ la croce rossa che occorre ovunque gratis. Ringrazio che si e’reso disponibile. Albanese che verrebbe anche a titolo gratutito. Ma gli artisti sono persone che lavorano e devono essere pagati”.
La “favola” sui compensi “astronomici” degli ospiti, rincara la dose Saviano, “e’ appunto una favola, un ultimo pretesto per metterci i bastoni fra le ruote. Tutte le persone invitate si sono dette pronte a dimezzare i loro compensi e perfino aintervenire gratis… Eppure oggi, a meno di tre settimane dalla prima puntata, nessuno dei loro contratti e’ stato firmato”. Ed a parte il fatto che “sarebbe ingiusto chiedere a chiunque di lavorare gratuitamente, la verita’ e e’ che i soldi non c’entrano”, anche perche’ la trasmissione sarebbe comunque “un grande affare per la Rai”, che ha fatto di tutto in questi mesi “per boicottare il nostro lavoro”. Saviano sottolinea “un paradosso”: “ci troviamo di fronte – dice – ad un editore che, non avendo la forza per bocciare un trasmissione, fa di tutto per farla andare male, per ridurne al minimo l’audience e costringerla in una nicchia dove non da’ piu’ fastidio”. Poi, a Garimberti chiede: “caro presidente ci dica con chiarezza se questo programma sdi puo’ fare liberamente oppure no”. (AGI) Red/Mao