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20 ottobre 2010 | 14:40

La tivù incontra Internet

La televisione non ha ancora finito di compiere la sua migrazione dall’analogico al digitale e già  si appresta a entrare in una nuova e ancora più importante fase evolutiva. Si tratta della sua progressiva ibridazione e forse fusione con l’universo Internet-web che nel corso degli ultimi anni si è trasformato da ambiente multimediale ad ambiente propriamente audiovisivo. Mentre si va chiudendo quello che possiamo definire il primo ciclo di digitalizzazione della tivù (1996-2012) che ha visto le offerte gratuite e a pagamento crescere, si apre un nuovo grande ciclo interamente basato sull’arrivo di Internet sul televisore. Sono arrivati sul mercato, infatti, decoder per la tivù digitale predisposti per le connessioni a Internet e che permettono l’accesso congiunto sia ai canali televisivi tradizionali ma anche ad alcuni servizi Internet. Inoltre, molti dei nuovi televisori (fra poco tutti) sono dotati di connessione Internet e consentono la visione di contenuti web. Infine, le console per i videogiochi di ultima generazione – anch’esse dotate di connessione Internet – danno accesso a titoli e a canali televisivi trasmessi via Internet. È molto probabile che sarà  Google, in quanto principale meta-editore dei contenuti Internet, il grande protagonista di questo nuovo ciclo. Gli operatori di elettronica di consumo non solo immettono sul mercato televisori collegabili a Internet ma li offrono con pacchetti editoriali già  predisposti: miniportali di contenuti web offerti in bundle con il televisore. Philips (il primo operatore ad arrivare sul mercato italiano) ha lanciato la piattaforma Net Tv che attualmente integra siti personalizzati di partner internazionali (come YouTube, TomTom, eBay, MeteoGroup, Funspot, MyAlbum e Netlog) a contenuti locali, come Class Cnbc, Class News, Class Life, Corriere Tv, Il Sole 24 Ore Tv e Radio DeeJay. Anche Sony, per citare un altro esempio, attraverso Sony Internet Tv, offre la possibilità  di accedere a contenuti web video (YouTube, Blip.tv, Dailymotion, eccetera) e a diverse applicazioni Internet (Facebook, Flickr, Twitter, Yahoo!).

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 410 – Ottobre 2010