Fnsi da riorganizzare

La situazione è più o meno questa: da una parte ci sono 1.500 giornalisti professionisti costretti a uscire dalle redazioni, entro il 2012, attraverso una caterva di prepensionamenti e pensionamenti; dall’altra ci sono centinaia di giovani aspiranti giornalisti, studenti delle scuole convenzionate con l’Ordine, che vorrebbero entrarci, nelle redazioni, ma che dalla scorsa estate nemmeno possono più fare gli stage nei tanti giornali che hanno chiesto lo stato di crisi. In mezzo, poi, c’è il corpaccione molle della categoria, le migliaia di free lance, collaboratori, precari che, come ha appena denunciato l’Ordine nazionale, arrivano anche a guadagnare la tintinnante cifra di 2,48 euro (lordi) a pezzo. Senza dimenticare l’ultimo contratto, appena firmato, che ha dilaniato la categoria e a inizio ottobre ha scatenato lo scontro frontale al Corriere della Sera: più flessibilità  e più impegno sulla multimedialità , come chiesto dal direttore Ferruccio de Bortoli (e permesso dal nuovo contratto), o mantenimento dei diritti e delle garanzie acquisite dai giornalisti a tutela di un’informazione libera (posizione del Cdr del giornale)? È in questo clima che sa tanto di ‘day after’ che i giornalisti sono chiamati a rinnovare le rappresentanze sindacali. A novembre quelle delle associazioni regionali; a gennaio, dall’11 al 14, quella della Fnsi con il XXVI congresso nazionale che si terrà  a Bergamo.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 410 – Ottobre 2010

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