Comunicazione

21 ottobre 2010 | 13:59

RAI: ZANDA, SE MASI NON SMENTISCE CONVERSAZIONI DEVE DIMETTERSI

RAI: ZANDA, SE MASI NON SMENTISCE CONVERSAZIONI DEVE DIMETTERSI
(ASCA) – Roma, 21 ott – ”Dopo aver letto per l’ennesima volta le intercettazioni tra il direttore generale della Rai, Mauro Masi e l’allora commissario dell’Authority per le comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, chiediamo al dottor Masi di smentire in modo inequivocabile le sue conversazioni pubblicate dai quotidiani. Masi ha il dovere di smentirle, deve dire che non corrispondono al vero. Oppure, se non  è in grado di farlo, di smentirle, deve lasciare la direzione generale della Rai. Quelle conversazioni sono incompatibili con la direzione della Rai”. Così il vicepresidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama. ”I quotidiani italiani continuano a pubblicare ampi stralci di conversazioni, avvenute qualche mese fa, tra il direttore generale della Rai, Mauro Masi, e il commissario dell’Autorità  delle comunicazioni, Giancarlo Innocenzi – spiega ancora Zanda -. A motivo del contenuto di queste conversazioni, il 24 giugno scorso, Innocenzi si  è dovuto dimettere dalla carica di commissario dell’Agcom, mentre il Direttore generale Masi  è ancora al suo posto. Eppure, dalle conversazioni pubblicate, risulta che Masi si sarebbe vantato di essere ‘riuscito’ a ‘mandare via Ruffini’. Si sarebbe adoperato per ricevere da Innocenzi, che lo ha accontentato, documenti istruttori dell’Autorità . Avrebbe apertamente tramato con Innocenzi, non solo violando la separatezza che nel nostro ordinamento deve contraddistinguere il rapporto tra la Rai e l’Autorità  di vigilanza, ma anche tramando a danno dell’azienda di cui  è Direttore Generale, incurante del successo di ascolti della trasmissione che lui manovrava per eliminare. A questo punto – conclude Zanda -, dobbiamo dire molto pacatamente e molto rispettosamente che il dottor Masi ha il dovere civile e morale di smentire in modo inequivocabile che le sue conversazioni pubblicate dai quotidiani corrispondano al vero e, nel caso non fosse in grado di farlo, deve immediatamente dimettersi”.