Televisione

22 ottobre 2010 | 9:04

TV: L’AGCOM DIFFIDA IL TG1,FORTE SQUILIBRIO PRO GOVERNO

TV: L’AGCOM DIFFIDA IL TG1,FORTE SQUILIBRIO PRO GOVERNO/ANSA
RICHIAMO A TG4 E STUDIO APERTO E MINACCIA SANZIONI, E’ POLEMICA
ROMA
(di Angela Majoli) (ANSA) – ROMA, 21 OTT – Il verdetto è chiaro: “forte squilibrio a favore della maggioranza e del governo”. Per questo l’Autorità  per le garanzie nelle Comunicazioni diffida il Tg1, richiama il Tg4 e Studio Aperto e avverte: “Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati ulteriori provvedimenti”. Plaudono Pd e Idv, sottolineando la “faziosità ” del Tg1. “Reazioni strumentali”, replica dal Pdl Daniele Capezzone, mentre i direttori finiti nel mirino dell’Agcom respingono gli attacchi. “Non accetto richiami”, dice Emilio Fede. “Non mi risultano disparità  di trattamento”, sottolinea Augusto Minzolini. La decisione dell’Agcom passa a maggioranza in commissione Servizi e Prodotti – a quanto si apprende con 4 voti favorevoli (il presidente Calabrò e i commissari Lauria, Magri e Sortino) e uno contrario (il commissario Martusciello, che ha preso il posto di Innocenzi) – sulla base dei dati del monitoraggio dell’Isimm sul pluralismo politico istituzionale nel periodo luglio-settembre. Immediata la polemica. “La diffida di Agcom conferma che, anche sul piano formale, il Tg1 è ormai diventato una voce della maggioranza, e anche tra le più faziose”, commenta dal Pd Paolo Gentiloni. “E’ necessario che a questo grave squilibrio venga posto rimedio al più presto”, gli fa eco Carlo Rognoni. “Dopo le nostre ripetute denunce finalmente l’Agcom batte un colpo”, si rallegra dall’Idv Francesco Pancho Pardi. E il consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo ironizza: “L’allievo Tg1 ha superato il maestro Tg4″. Del resto, gli squilibri del principale tg di Viale Mazzini erano stati denunciati anche dal presidente, Paolo Garimberti: “Non ritengo che il Tg1 di oggi sia sufficientemente pluralista: l’ho detto al cda e lo ripeto qui”, aveva ammonito in Vigilanza a fine luglio. A stretto giro era arrivata la replica del direttore generale Mauro Masi, sempre a San Macuto: “Non ritengo che il Tg1 non sia sufficientemente pluralista”. Minzolini si fa forte dei dati dell’Osservatorio di Pavia e commenta: “Non risulta questa disparità  di trattamento. Rai e Autorità  dovrebbero mettersi d’accordo per prima cosa sui dati da utilizzare”. Il direttore del Tg1 si appella alla notiziabilità  (“nell’ultimo periodo le vicende politiche hanno riguardato prevalentemente la maggioranza e il governo”) e fa notare che “in estate il governo resta presente, mentre i politici vanno in vacanza e c’é un problema di reperibilità ”. Dalla sua parte si schiera Capezzone: “Minzolini ha avuto il coraggio di rompere una cappa di conformismo”. E il capogruppo in Vigilanza Alessio Butti invita a leggere bene i dati, in particolare calcolando i tempi occupati da Futuro e Libertà . Si difende con forza anche Fede: “Non accetto richiami da un parlamentino spesso suggestionato da scelte ideologiche. Faccio da 50 anni questo mestiere, ho 27 anni di Rai e 20 anni di Mediaset alle spalle e rispondo deontologicamente a quello che sono”, sottolinea il direttore del Tg4, convinto che il primo richiamo venga dalla “coscienza”. Più cauta la reazione del direttore di Studio Aperto, Giovanni Toti: “Questi richiami hanno sicuramente un loro senso, bisognerebbe però tenere presente la notiziabilità  degli eventi”. (ANSA).
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