Editoria

22 ottobre 2010 | 9:23

MORTO BOB GUCCIONE, FONDATORE PENTHOUSE

MORTO BOB GUCCIONE, FONDATORE PENTHOUSE/ ANSA
CONCORRENTE PLAYBOY, MA IMPERO LUCI ROSSE UCCISO DAL WEB
NEW YORK
(di Emanuele Riccardi) (ANSA) – NEW YORK, 21 ott – Bob Guccione, l’eccentrico fondatore di Penthouse, la rivista che dagli anni sessanta aveva allargato le frontiere del porno trasformando Playboy in una pubblicazione quasi casta, è morto a Plano, in Texas, all’età  di 79 anni a causa di un cancro ai polmoni. In realtà  Guccione, nato a Brooklyn da una famiglia cattolica di origini siciliane, tentato a un certo punto dal sacerdozio, come editore era già  stato ucciso negli anni scorsi dal porno dilagante su internet, che aveva spinto sull’orlo del fallimento il suo impero mediatico. Grazie alle sue foto molto esplicite e quasi ginecologiche (spesso era lui stesso a scattarle), pubblicando testi ed interviste più spregiudicate rispetto a Playboy e flirtando con la fantascienza, Guiccione è riuscito a creare un piccolo impero mediatico. Oltre a Penthouse, Guccione ha lanciato una serie di riviste, in primo luogo quella di scienza Omni, oltre a Forum, Variations e Penthouse Letters, basati su alcune delle rubriche più popolari della testata principale. Pittore dilettante di buon livello, Guccione possedeva una bella collezione d’arte moderna e contemporanea, con opere di pittori impressionisti e surrealisti, con in primo piano un ritratto di Amedeo Modigliani e uno di Pablo Picasso. All’inizio degli anni ottanta l’editore porno è finito nella lista dei 400 più ricchi della rivista Forbes, ma l’impero stava già  iniziando a declinare. Guccione aveva acquistato poco prima una delle più grandi dimore di Manhattan, a due passi da Central Park, con 26 stanze, una piscina interna e numerosi pezzi di antiquariato di grandissimo valore. Il re dell’impero a luci rosse centrato sulla rivista Penthouse aveva acquistato la palazzina, situata nel cuore di Manhattan, nel 1975, unendo due ‘town house’ di sei piani con giardino. Guccione, un noto collezionista d’arte, ha decorato la sua residenza, costruita nel 1879, con opere di Van Gogh, Matisse, Modigliani e Picasso e numerose statue di marmo. Il suo primo grosso errore, alla fine degli anni settanta, fu la produzione di Io, Caligola di Tinto Brass. Il film aveva un cast stellare (Malcolm McDowell, Peter O’Toole, John Gielgud, Helen Mirren), e voleva essere la prima superproduzione erotica di qualità  della storia, grazie anche alla sceneggiatura di Gore Vidal e Masolino d’Amico. Il film ha avuto una storia decisamente tormentata di liti, tagli, rimaneggiamenti e censure: alla fine fine Guccione ha stravolto l’opera originale girando molte scene personalmente (e a luci rosse) tanto che Brass e Vidal hanno sconfessato il prodotto finale. E’ stato il dilagare del porno-web a rovinare Guccione, che poco tempo fa si è visto nell’obbligo di mettere in vendita la sua casa newyorchese, prima a 100 milioni, poi a 59 milioni di dollari. Alla fine la proprietà  è stata venduta per 49 milioni di dollari (andati ai creditori di Guccione) al finanziere di Wall Street Philip Falcone. (ANSA).
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