Televisione

27 ottobre 2010 | 13:37

RAI: CONSIGLIERI MINORANZA A ZAVOLI, PREOCCUPATI PER SALUTE AZIENDA

RAI: CONSIGLIERI MINORANZA A ZAVOLI, PREOCCUPATI PER SALUTE AZIENDA

(ASCA) – Roma, 27 ott – ”Caro Presidente, siamo molto preoccupati per lo stato di salute della Rai e la situazione e’ arrivata ad un punto tale che non possiamo limitare solo alla nostra attivita’ in consiglio di amministrazione l’azione di controllo, vigilanza e di denuncia. Il servizio pubblico e’ un patrimonio dell’intero paese e per difenderlo e’ venuto il tempo di rendere tutti consapevoli che rischia una crisi irreversibile”. Inizia cosi’ la lettera inviata stamattina dai consiglieri Rai di minoranza, Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, al presidente della Comissione di vigilanza Rai, Sergio Zavoli. ”Se da un lato assistiamo ad un’invadenza impropria per condizionare i contenuti della programmazione che non ha precedenti – prosegue la missiva – dall’altro gli indicatori economici mettono a forte rischio la stessa continuita’ aziendale, mentre sul tema delle nomine confusione e dilettantismo regnano sovrani determinando a tutti i livelli aziendali incertezza e sconcerto. La rottura delle trattative con i sindacati, l’inedito referendum sul direttore generale deciso dall’Usigrai oltre ad essere un sintomo delle difficolta’ del momento sono il segno della inadeguatezza nel saper gestire anche le relazioni industriali. La crisi dei mercati internazionali ha solo rivelato piu’ drammaticamente che nel passato la debolezza strutturale dell’Azienda, che in molte sue attivita’ continua ad operare come se agisse ancora in regime di monopolio”. ”La necessita’ e l’urgenza di un piano industriale serio e rigoroso che consentisse di azzerare l’indebitamento finanziario e di tornare al pareggio di bilancio in tre anni, attraverso un improcrastinabile recupero di efficienza e concentrando investimenti, uomini e idee sul core business cioe’ il prodotto, erano state sollecitate dal Consiglio di amministrazione sin da prima dell’estate dello scorso anno. Dopo alcuni mesi di inutili e vaghe esercitazioni interne che hanno portato alla non condivisione da parte del Cda delle linee guida di risanamento proposte perche’ troppo conservative, la direzione generale accolse il suggerimento di avvalersi di un advisor esterno – proseguono i consiglieri Rai di minoranza -. La nuova ipotesi di piano industriale con i correttivi apportati dal Consiglio di amministrazione e’ stata approvata il 20 maggio di quest’anno. La direzione generale invece di rendere partecipe il management delle difficolta’ e delle decisioni adottate per superarle, invece di aprire subito i tavoli di contrattazione sindacale per mesi ha di fatto sottaciuto la realta’ alle varie componenti aziendali minimizzando nelle rare occasioni di incontro la situazione reale”. ”E’ stata necessaria una nuova presa di posizione del Cda nella seduta del 20 ottobre scorso per indurre la direzione generale ad assumersi le sue responsabilita’ e ad avviare finalmente le procedure di attuazione del piano attraverso un confronto anche aspro ma ineludibile con tutte le componenti aziendali – si legge ancora nella inviata a Zavoli -. Nel frattempo, pero’, sono stati vanificati gli effetti del piano sul 2010, mentre il ritardo determinera’ inevitabilmente azioni molto piu’ severe, perche’ non piu’ scaglionabili nel tempo, per poter raggiungere l’obiettivo del risanamento con il bilancio 2012. E’ vero la Rai ha bisogno di una riforma affinche’ la politica resti fuori dalla gestione e l’azienda possa operare come una normale societa’ per azioni regolata soltanto dalle norme del codice civile, ma ha soprattutto bisogno da subito di risposte da parte delle Istituzioni competenti sui temi piu’ volte sollevati e, conseguentemente, di una guida in grado di lavorare nell’interesse esclusivo dell’azienda e per rafforzare il suo ruolo di servizio pubblico. Valutiamo, Signor Presidente, la situazione grave e delicata e per questo riteniamo che sia da parte nostra doveroso informare Lei e la Commissione Parlamentare di vigilanza che ci ha nominato in consiglio di amministrazione”.