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28 ottobre 2010 | 9:10

GOOGLE: INCHIESTA A ROMA, SOSPETTO VIOLAZIONE PRIVACY

GOOGLE: INCHIESTA A ROMA, SOSPETTO VIOLAZIONE PRIVACY/ANSA
‘CARS’AVREBBERO CAPTATO DATI SENSIBILI;GOOGLE,ERRORE CI SCUSIAMO
ROMA
(di Marco Maffettone) (ANSA) – ROMA, 27 OTT – Le “Google cars”, i veicoli che attraversano in lungo e in largo le città  acquisendo immagini di strade che poi finiscono nel servizio Street View, avrebbero captato dati sensibili presenti nelle reti wi-fi di ignari cittadini. Una vicenda sulla quale ora i pm della Procura di Roma vogliono fare chiarezza e per questo hanno aperto un fascicolo di indagini, al momento a carico di ignoti, ipotizzando il reato di interferenza illecita nella vita privata. Google si scusa e parla di “raccolta accidentale di dati” e si mette a disposizione della magistratura. L’inchiesta nasce da una segnalazione del Garante della privacy che nelle scorse settimane ha inviato una istruttoria a piazzale Clodio sul servizio offerto dal più noto motore di ricerca di internet. Il fascicolo è stato affidato dal procuratore capo Giovanni Ferrara al pm Eugenio Albamonte. Nelle prossime settimane dovrebbero arrivare negli uffici della Procura i dati, richiesti dagli inquirenti all’azienda di Mountain View, utili a dimostrare che gli elementi captati dalle reti wireless non sono “completi” ma che le auto della “grande G” hanno colto solo porzioni di informazioni tali da essere non utilizzabili anche per i pirati telematici, per gli hacker più esperti della rete. “Il problema – ha spiegato il Garante della Privacy, Francesco Pizzetti – non riguarda tanto le immagini prese dalla macchine, quanto piuttosto il fatto che Google ha anche catturato segnali trasmessi da reti wireless, compresi frammenti di comunicazione. Non sappiamo se sono comunicazioni interpersonali; se lo fossero, a maggior ragione saremmo ancora più coinvolti come privacy”. In Italia per legge non è possibile usare apparecchiature che captino trasmissione di dati senza autorizzazione. “Se avviene può costituire illecito penale”, conferma Pizzetti. Google, da parte sua, difesa dagli avvocati Giulia Bongiorno e Giuliano Pisapia, è pronta a collaborare e sarebbe pronta a risolvere la questione alla luce del fatto che i dati raccolti dalle proprie apparecchiature non sarebbero mai stati utilizzati o comunicati a terzi. Sarebbe stata, inoltre, la stessa azienda di Mountain View a comunicare alle autorità  competenti che nel corso della sua attività  di “street view” ha captato dati sensibili di milioni di utenti di internet. Proprio sull’attività  delle Google Cars, nei giorni scorsi, sempre il Garante della privacy ha messo a punto un provvedimento prescrittivo (che prevede anche sanzioni) con il quale dispone che le auto della colosso americano debbano essere rese riconoscibili per i cittadini. L’Autorità  italiana, la prima in Europa, ha chiesto a Google di fornire ai cittadini dettagliate notizie sul passaggio delle auto, affinché possano decidere in piena libertà  i propri comportamenti ed eventualmente scegliere di sottrarsi alla ‘cattura’ delle immagini e allontanarsi dai luoghi ripresi. Le ‘Google cars’ dovranno essere facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, che indichino in modo inequivocabile che si stanno acquisendo immagini fotografiche per il servizio Street View. (ANSA).
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