Comunicazione

29 ottobre 2010 | 14:21

EDITORIA: FAREFUTURO,SECOLO DA’ FASTIDIO PERCHE’ NON SI E’ ARRESO

EDITORIA: FAREFUTURO,SECOLO DA’ FASTIDIO PERCHE’ NON SI E’ ARRESO
(AGI) – Roma, 29 ott. – “Questa (brutta) vicenda della minaccia di chiusura del Secolo d’Italia si puo’ sintetizzare in una parola soltanto. Fastidio. Il Secolo da’ fastidio. Punto”. Lo scrive su Ffwebmagazine (www.ffwebmagazine.it, periodico online della Fondazione Farefuturo, il direttore Filippo Rossi. E’ fastidio “per chi alza la testa (e il dito) e cerca di guardare avanti. Odio verso ogni avanguardia, insofferenza verso ogni tentativo di interpretare senza obbedire. Si’, il Secolo d’Italia diretto da Flavia Perina e Luciano Lanna da’ fastidio – e ormai da qualche anno, mica da oggi – per la sua capacita’ di entrare nel dibattito politico e culturale del paese senza paraocchi. La sua colpa e’ la capacita’ di essere davvero un giornale d’opinione e non un foglio di regime. E’ la capacita’ di dialogare e di confrontarsi alla pari con mondi ‘altri’, senza mai disperdere un patrimonio ideale che affonda le sue radici nel Novecento e che sarebbe ancora fertile, se non si rendesse sterile a colpi di propaganda, retorica, macchiettismo. La colpa e’ la capacita’ di guardare avanti senza tradire la complessa storia di una comunita’ politica, insomma”. E allora, prosegue Rossi, “chi prova fastidio per tutto questo, rivela di sognare solo una cosa: la disponibilita’ di un’ulteriore, piccola, corte di servitori pronta a ripetere ogni giorno ‘quanto sei bello, quanto sei giusto, quanto sei vero, quanto sei coerente’. Il resto non conta: la storia, la politica, la cultura sono solo inutili (o pericolosi) orpelli di un potere sempre piu’ vuoto, sempre piu’ senza senso”. “E’ per questo – conclude il direttore di Ffwebmagazine – che la battaglia per salvare il Secolo da chi lo vuole chiudere, al di la’ dei meccanismi burocratici, e’ sacrosanta. Perche’ e’ una battaglia di liberta’. E di onesta’ intellettuale. Una battaglia per dimostrare che non tutti, a destra, ci siamo arresi. Che non tutti, a destra, si sono arresi all’anello del potere”. (AGI) Ted