Editoria, Televisione

03 novembre 2010 | 9:56

EDITORIA:OK A RICAPITALIZZAZIONE LE MONDE;SI APRE NUOVA ERA

EDITORIA:OK A RICAPITALIZZAZIONE LE MONDE;SI APRE NUOVA ERA
TRIO BERGE’, NIEL, PIGASSE AVRA’ CIRCA IL 60% GRUPPO
PARIGI
(ANSA) – PARIGI, 2 NOV – Si apre una nuova era per lo storico quotidiano francese Le Monde. L’assemblea generale degli azionisti si è riunita oggi a Parigi con lo scopo di chiudere la procedura di ricapitalizzazione dando il proprio via libera al trio di investitori costituito da Pierre Bergé, Xavier Niel e Matthieu Pigasse, che si sono impegnati ad assicurare la sopravvivenza di tutti i titoli del gruppo transalpino. Il trio ‘BNP’ conquista circa il 60% del capitale, contribuendo al rilancio delle testate – fortemente indebitate – con 110 milioni di euro. Ma non l’indipendenza della redazione, che resta nelle mani di una minoranza di blocco costituita dal ‘Pole Independance e da ‘Le Monde Partenaires et Associes’, che vede riuniti gli azionisti ‘storici’. Tra cui lo spagnolo Prisa, che in questi ultimi giorni ha creato non pochi problemi, prima del raggiungimento finale dell’accordo. Alla fine della settimana scorsa, il gruppo spagnolo (che prima dell’operazione di BNP aveva il 15% e oggi si ritrova con il 5%) aveva infatti fatto sapere di voler diventare azionista di ‘Le Monde Libre’ (LML), la nuova struttura che associa Bergé, Niel, e Pigasse. Nel suo negoziato per entrarvi, Prisa rivendicava diritti giudicati esorbitanti dalla redazione, a cui alla fine ha rinunciato, come il veto sulla nomina del direttore del giornale, una funzione editoriale sulla quale solo SRM, la società  dei redattori, azionista di riferimento, può pronunciarsi. Tutto ciò ha ritardato oggi lo svolgimento delle assemblee generali (7 in totale) che sono cominciate versi le 16:00. Da parte sua, il gruppo Lagardere cederà  il suo 17,27% per 3,8 milioni di euro, mentre resterà  azionista del 33% del sito internet Le Monde.fr. L’accordo sulla ricapitalizzazione del gruppo doveva essere concluso categoricamente entro oggi, altrimenti la giustizia francese avrebbe dovuto aprire una procedura di salvaguardia che avrebbe rimesso in discussione l’intera operazione. (ANSA).
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