Comunicazione, New media

04 novembre 2010 | 17:47

PRIVACY: ‘SPARIRE’ DA FACEBOOK, ORA UE DETTA LE REGOLE

 
POL:ANSA/PRIVACY
2010-11-04 16:30
ANSA/PRIVACY: ‘SPARIRE’ DA FACEBOOK, ORA UE DETTA LE REGOLE
ARRIVA STRETTA SU USO DATI PERSONALI, ANCHE GOOGLE NEL MIRINO
BRUXELLES
(di Chiara De Felice) (ANSA) – BRUXELLES, 4 NOV – Sparire da Facebook per sempre, non essere riconosciuti dalle telecamere di Google Street View, conoscere chi possiede i propri dati personali: a 15 anni dalla direttiva sulla privacy, per la Ue è tempo di aggiornare le regole e metterle al passo coi tempi in cui i social network sono popolati quanto tutta l’Unione europea. Gli oltre 500 milioni di utenti di Facebook, spiega Bruxelles, devono essere protetti proprio come i 500 milioni di cittadini europei. La nuova strategia che la Commissione ha proposto oggi, base per la normativa che intende approvare nel 2011 dopo aver consultato aziende e cittadini, ha due capisaldi: stabilisce il ‘diritto all’obliò degli utenti, che devono poter scomparire da social network e motori di ricerca senza lasciare tracce, e consegna nelle mani dei surfisti del web tutto il potere sui propri dati personali. Due punti quasi ovvii, che però oggi non valgono per tutti. Ad esempio, cancellare il proprio profilo da Facebook è praticamente impossibile. Tutte le foto, i post, assieme ad un’altra enorme quantità  di dati di cui l’utente stesso ha perso memoria, rimbalzano da un profilo all’altro, finiscono nelle infinite maglie delle applicazioni e dei quiz, vengono prese da utenti ‘amici’ e postate altrove. Insomma, finiscono in un ginepraio virtuale da cui è molto complicato uscire. Anche perché nemmeno l’utente stesso sa chi abbia utilizzato i suoi dati e per farci cosa. Ne ha perso traccia: proprio quello che Bruxelles vuole evitare, inserendo nella revisione della normativa sulla privacy del 1995, oltre alla clausola del ‘diritto all’obliò anche quella dell’obbligo al ‘consenso informato’, affinché gli utenti sappiano sempre chi ha in mano le loro informazioni personali. La stretta sulla privacy arriva proprio nei giorni in cui Google è sotto accusa in diversi Stati Ue, compresa l’Italia, per il suo servizio di mappe dal vivo (Street View). Le Street View car, le auto che acquisiscono immagini di luoghi e persone che poi finiranno on line, sono accusate di aver raccolto dati sensibili di ogni tipo, dalle foto ‘indiscrete’ alle password catturate sulle reti wi-fi non protette, e ora i garanti della privacy di mezza Europa stanno indagando. In Gran Bretagna hanno già  dato giudizio negativo, ma non hanno multato l’azienda. Ma le nuove regole europee in vista per il 2011 non sono garanzia di un vero cambiamento: intanto, ammettono gli esperti Ue, sarà  difficile farle applicare dai giganti Usa del web. E poi rischiano di nascere già  vecchie: le nuove tecnologie cambiano il panorama da un mese all’altro, mentre la Ue ha impiegato oltre 15 anni a rivedere la direttiva sulla privacy. (ANSA).
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