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05 novembre 2010 | 10:56

Telecom/ Bernabè: Il rilancio del gruppo è già  iniziato

Apc-*Telecom/ Bernabè: Il rilancio del gruppo è già  iniziato

“Nonostante lo scetticismo del mercato”

Roma, 5 nov. (Apcom) – Il rilancio di Telecom “è già  iniziato nonostante lo scetticismo del mercato. Credo nell’azienda e nel titolo. D’altronde ne ho comprati molti io stesso”. Lo ha detto Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia, che, intervistato da ‘Il Giornale’, ha aggiunto: “Abbiamo messo in sicurezza Telecom, che con la sua rete resta una grande risorsa del Paese. Ora è il momento di crescere. E lo faremo in America Latina, dove siamo forti e già  ben piazzati”.

Bernabè si sofferma poi sul mercato interno dove c’è stata una discesa dei ricavi nella telefonia mobile. “E’ vero – ammette – I ricavi non sono più quelli di un tempo. Abbiamo dovuto creare delle tariffe trasparenti e competitive. I prezzi del mobile sono scesi del 25% rispetto a un anno fa. La generazione di cassa però è rimasta stabile perchè siamo riusciti a ridurre i costi di 1,2 miliardi trasferendo questi risparmi ai consumatori. I nostri clienti consumano molto più traffico, ma pagano meno”. Il numero uno della principale società  di tlc italiana sottolinea, inoltre, che “la notizia positiva è che il churn rate (il tasso di abbandono dei clienti ndr) degli utenti Tim è sceso del 26% perchè il servizio è migliore e i prezzi sono più bassi. I nostri clienti, quindi, adesso valgono di più rispetto a quanto valevano tre anni fa perchè resteranno con noi almeno 5 anni rispetto ai 2,5 di prima. L’impatto positivo sui conti – aggiunge – si vedrà  nei prossimi anni. Abbiamo un net present value molto superiore al passato”.

(Segue)

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Apc-Telecom/ Bernabè: Il rilancio del gruppo è già  iniziato -2-
Ho difeso la società  da chi la voleva smembrare

Roma, 5 nov. (Apcom) – Bernabè, poi, affronta il tema degli aumenti tariffari per l’accesso alla rete augurandosi che l’Authority non intervenga per ‘limare’ l’aumento dei costi di unbundling. “Spero che non lo faccia – ha detto – tutta la manovra è corretta e trasparente come ha riconosciuto la stessa Commissione e comunque se lo facesse non potrebbe che essere per un importo marginale”.

Sul fronte Google e social network che con la rete fanno enormi fatturati, Bernabè spiega che il problema è il trattamento dei dati personali dei clienti. “Loro possono – dice l’ad – ad esempio, mandare pubblicità  mirata ai loro utenti noi no, siamo pure obbligati a distruggere la banca dati dei nostri clienti dopo un certo periodo. Chiediamo che la regolamentazione sia la stessa per tutti”.

Franco Bernabè, poi, difende tutte le scelte fatte nei suoi tre anni al vertice della società : “Quando sono arrivato – ha detto – l’idea che circolava è che non c’era altra strada se non quella di vendere pezzi della società  visto il grande debito che la soffocava. Il mio approccio – spiega – è stato opposto. Non ho ceduto le partecipazioni importanti all’estero come il Brasile e l’Argentina. E anche la rete l’ho mantenuta. L’Italia – aggiunge l’ad – ha già  perso delle grandi aziende e non possiamo permetterci di perderne un’altra. Telecom e la sua rete sono uno degli asset più importanti per l’intero sistema Paese. Del resto avevo fatto la stessa cosa all’Eni. Volevano che vendessi Snam e Agip ma – conclude – non l’ho fatto e il tempo mi ha dato ragione. Al contrario l’Iri è stata smantellata”.
E, infine, una domanda sul successo di ascolti del Tg di Mentana: “Non posso che essere soddisfatto e sta contribuendo in maniera sostanziale al rilancio de La7, un’altra cosa che tutti mi chiedevano di vendere”.

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