Comunicazione

05 novembre 2010 | 16:22

Internet/ Di Pietro: Del governo non c’è da fidarsi

Apc-Internet/ Di Pietro: Del governo non c’è da fidarsi
Wi-fi libero potrebbe essere vittoria ma vogliamo approfondire

Roma, 5 nov. (Apcom) – “La liberalizzazione delle connessioni wi-fi dal primo gennaio 2011, annunciata oggi dal Governo, potrebbe essere una nostra vittoria, poiché tanto ci siamo battuti in Parlamento, e di tutto il popolo della Rete. Ma prima di esultare, vogliamo capire il senso delle parole di Maroni, il quale oggi ha dichiarato che il provvedimento cerca di ‘contemperare le esigenze della libera navigazione con quelle della sicurezza’”. Lo scrive sul suo blog il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
“La normativa che ha regolamentato la questione – scrive ancora il leader di IdV – è contenuta nell’articolo 7 del decreto Pisanu, varato nel 2005, che stabiliva l’identificazione di tutti coloro che accedono a Internet da postazioni pubbliche. Una misura che non esiste in nessun Paese occidentale, neppure dove sono più rigorose le disposizioni contro il terrorismo. Per questo ho presentato un’interpellanza parlamentare e il nostro Capogruppo IdV alla Camera, Massimo Donadi, ha depositato una specifica proposta di legge per abrogare proprio l’articolo 7 di questa norma anacronistica e censoria. L’Italia dei Valori non ritirerà  né l’interpellanza né la proposta di legge in quanto vuole capire le reali intenzioni del Governo, e cioè se ha davvero la volontà  di eliminare una norma antistorica e illiberale”.
(segue)

Luc

051559 nov 10
Apc-Internet/ Di Pietro: Del governo non c’è da fidarsi -2-
Troppe volte da questa maggioranza solo spot e nessun fatto

Roma, 5 nov. (Apcom) – “Sul web – sottolinea Di Pietro – si è diffusa la voce secondo cui stanno studiando la maniera di identificare i dispositivi attraverso i quali le persone si connetteranno alla Rete senza fili da locali pubblici. Ad esempio un sistema di identificazione tramite sms. E’ chiaro che questo tipo di registrazione è una forma alternativa di controllo. Comunque, prima di esprimerci sul testo esaminato oggi dal Cdm, vogliamo leggere le norme. Troppe volte, infatti, questa maggioranza ci ha abituato a spot a reti unificate ai quali poi non sono seguiti fatti concreti”.
“Aspettiamo risposte – conclude Di Pietro – anche su tutte le altre questioni relative alle restrizioni della libertà  in Rete che rimangono inevase: il decreto Romani, che tenta di mettere sotto stretto controllo i contenuti multimediali di Internet, e la Legge Bavaglio che vorrebbe zittire le voci libere”.

Red/Luc

051601 nov 10