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08 novembre 2010 | 16:54

Tlc: Italianieuropei, Agcom valuti richiami Ue su unbundling

08 Nov 2010 16:50 CEST Tlc: Italianieuropei, Agcom valuti richiami Ue su unbundling
Dowjones

ROMA (MF-DJ)–In una fase di crisi economica “non e’ escluso che le preoccupazioni per gli effetti di un aumento del costo complessivo delle telecomunicazioni sulle dinamiche della ripresa possano aver influenzato le scelte compiute dagli altri nostri partner europei”. Questo “dovrebbe indurci a riflettere, prima ancora che sul costo o sul peso della singola tariffa, sulle scelte da compiere per promuovere l’utilizzo della rete e delle nuove tecnologie ICT come fattore di sviluppo economico”.

E’ quanto si legge in un articolo pubblicato dalla rivista ‘Italianieuropei’ – edita dalla fondazione presieduta da Massimo D’Alema in cui si esaminano le conseguenza del pronunciamento della Commissione Europea del 21 ottobre scorso, in merito allo schema di provvedimento approvato dall’Autorita’ garante per le comunicazioni (Agcom) il 9 settembre e relativo, fra l’altro, alla definizione dei prezzi dei servizi all’ingrosso di unbundling.

Nel provvedimento si prospetta, per il triennio 2010-2012, un aumento per il canone di unbundling (il cosiddetto ultimo miglio) dagli attuali 8,49 euro/mese a 8,70 euro/mese per il 2010, 9,14 e 9,48 euro/mese rispettivamente per gli anni 2011 e 2012. Questo aumento seguirebbe quello, quantitativamente rilevante, approvato nel 2008 che ha portato il canone di unbundling da quota 7,64 euro/mese all’attuale 8,70, e confermerebbe un’inversione di tendenza rispetto al trend discendente registratosi in Italia nel periodo 2005-2008. Un trend discendente – si legge nell’articolo – che, invece, secondo i dati resi disponibili dalla Commissione europea, e’ stato confermato da numerosi paesi membri dell’Unione.

La fissazione del canone di unbundling ha importanti ricadute non solo sulle scelte industriali e le decisioni di investimento, infrastrutturale e non, degli operatori alternativi interessati all’affitto dell’ultimo miglio, ma anche sulle scelte dei consumatori, privati e non solo, e sui costi che questi devono sostenere per l’utilizzo di un fattore strategico di sviluppo quale l’accesso alla rete di telecomunicazione, prosegue ‘Italianieuropei’. Preoccupazioni di questo tenore sono rintracciabili anche nella dichiarazione della responsabile dell’Agenda digitale dell’Unione europea Neelie Kroes rilasciata lo stesso 21 ottobre secondo la quale: “E’ di fondamentale importanza che il prezzo fatturato dagli operatori storici delle comunicazioni degli Stati membri dell’UE ai propri concorrenti per poter accedere alle loro rete in rame sia equo. Un accesso equo rafforza la concorrenza nei servizi ai consumatori e fornisce corrette indicazioni di investimento.” red

 
 
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November 08, 2010 10:50 ET (15:50 GMT)

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