Televisione

09 novembre 2010 | 10:02

TV: BENIGNI, GAG SU RUBY E APPELLO A SILVIO ‘RESTA’

ANSA/TV: BENIGNI, GAG SU RUBY E APPELLO A SILVIO ‘RESTA’
PER BATTERLO SI SACRIFICHI LA BINDI;SAVIANO,DEMOCRAZIA A RISCHIO
ROMA
(di Angela Majoli) (ANSA) – ROMA, 8 NOV – Le irresistibili gag di Roberto Benigni sul caso Ruby e sul futuro del governo, con l’appello al premier “Silvio, non ti dimettere: ci rovini!”, movimentano l’esordio di Vieni via con me, il nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano al debutto stasera su Raitre. Un viaggio nell’Italia, una patria dalla quale andar via “per non veder crollare altri pezzi di Pompei”, chiosa Fazio, oppure restare perché “le mafie non continuino a comandare”, gli fa eco Saviano. Ma anche un Paese in cui “la democrazia è a rischio per colpa della macchina del fango”, avverte l’autore di Gomorra. “Volevo elencare le donne di Berlusconi, ma non sarebbero bastate due ore”, esordisce Benigni dopo il consueto ingresso in studio tra le piroette. “Premetto che i gossip sessuali sono spazzatura. Sono qui per parlare di politica”, precisa. Poi non perde l’occasione per ironizzare su Ruby: “Dice che c’é un premier che è stato con una minorenne marocchina, ma per ragioni d’età  non è stata resa nota l’identità  del premier”. E ancora: “Berlusconi ha detto che la vicenda è stata una vendetta dalla mafia. La mafia una volta ti ammazzava, ora invece ti manda due escort in bagno… Io ho il terrore di questo”. Poi mette il dito nella piaga della crisi e si rivolge a Berlusconi: “Silvio, non ti dimettere, non dare retta a Fini, perché altrimenti ci rovini, non si lavora più. Santoro, Fazio, l’Unità , Repubblica non lavorano più. E poi Ghedini che fa, il solito film horror? Silvio, tieni duro, dai retta a me”. Salvo poi aggiungere, più avanti: “Dimettiti… Non ne possiamo più”. Il problema, spiega il premio Oscar, è che “Berlusconi bisogna batterlo politicamente: la prossima volta va beccato con una minorenne del Pd, oppure con la Bindi”. Di qui l’appello: “Rosy, sacrificati per il partito! Ti ci vedo proprio, con la chiappa del Pd, vai lì, gli gli dici che sei maggiorenne, poi se ti arresta la polizia, gli dici che sei la suocera di Zapatero o la nonna di Fidel Castro!”. Benigni chiude la sua performance con una canzone dedicata alle proprietà  del premier, versione rap di un brano scritto con Nicola Piovani e Vincenzo Cerami per TuttoBenigni del ’95-’96 (“Io sono il boss, l’imprenditore, il proprietario del partito dell’amore, sono il Cesare, il leader mondiale, sono il papi, l’utilizzator finale. La Camera è mia, è mio il Senato, sono il padrone di Ibrahimovic e di Pato… C’ho banche, banchieri e case editrici, Confalonieri, Rai e Mediaset, attori e attrici.. E’ mio il Giornale, il Viminale e fra tre anni il Quirinale, finalmente saran mie magistratura e Corte Costituzionale”) e poi intona ‘Via con me’ di Paolo Conte, colonna sonora del programma. E’ diverso il tono, ma la politica dà  sostanza anche all’orazione di Saviano: “Da un po’ di tempo vivo come una sorta di ossessione, che riguarda la macchina del fango, il meccanismo che arriva a diffamare una persona”, attacca lo scrittore. “La democrazia è in pericolo, nella misura in cui se tu ti poni contro certo poteri, contro questo governo, quello che ti aspetta è un attacco della macchina del fango, che parte da fatti minuscoli della tua vita privata. Allora prima di metterti a scrivere ci pensi. E vuol dire che si è incrinata la libertà  di espressione”. In realtà , sottolinea Saviano, “il governo è già  caduto, ma si ha paura di fare un passo in avanti perché si ha paura della macchina del fango”. A scandire la serata, dai tempi fortemente teatrali, sono gli elenc