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09 novembre 2010 | 10:14

RAI: DA DOMANI VOTO SFIDUCIA A MASI PROGRAMMATO DA USIGRAI

RAI: DA DOMANI VOTO SFIDUCIA A MASI PROGRAMMATO DA USIGRAI
ART.21, VALIGIA BLU, REPORTER SENZA RETE, ANCHE VOTO ONLINE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 8 NOV – Da domani all’11 novembre si terranno le votazioni sulla sfiducia al direttore generale della Rai Mauro Masi, come deciso dall’assemblea dei Comitati di redazione dell’azienda e programmata dall’esecutivo Usigrai. Ai giornalisti di viale Mazzini verrà  chiesto di rispondere al seguente quesito: “Alla luce delle politiche aziendali fin qui perseguite, esprimi fiducia nel direttore generale della Rai Mauro Masi?”. Le votazioni avverranno con le medesime modalità  del voto che si applicano per i piani editoriali dei direttori di testata. Alla vigilia del voto Articolo 21 e Valigia Blu annunciano che “saranno aperte le urne ‘reali’ che permetteranno a tutti i giornalisti a tempo indeterminato e ai tempi determinati dei bacini ‘a’ e ‘b’, si procederà  anche alla creazione di un seggio elettronico virtuale aperto a tutti gli abbonati Rai (dalle 9 di domani sino alle 23 del l’11)”. Il seggio elettronico sarà  raggiungibile dai siti internet di valigia blu (www.valigiablu.it) e da quello di Articolo 21 (www.articolo21.info). “Vogliamo – spiegano le due associazioni – sostenere come società  civile il voto dei giornalisti Rai e, contemporaneamente, animare la discussione sul futuro della Rai tra gli abbonati che, con il pagamento del canone, vogliono affermare il loro diritto ad esprimersi sul futuro dell’azienda di servizio pubblico radiotelevisivo”. Per sottoscrivere la sfiducia, gli abbonati dovranno segnalare il loro numero di abbonamento che trovano nelle cedole di pagamento del canone”. L’iniziativa ha l’adesione anche del gruppo Rai di Reporter senza rete che conferma anche il voto on line (www.reportersenzarete.org). “In una situazione – si legge in una nota di Reporter senza rete – di debolezza dell’azienda, di incapacità  di gestione, di perdita di ascolti, di dequalificazione dell’offerta culturale, di sempre più ampio ricorso a strutture di produzione esterne, di diminuzione del pluralismo, la nostra preoccupazione aumenta”. (ANSA).
TH/ S0A QBXB