Editoria

09 novembre 2010 | 10:17

LIBIA:GIORNALISTI VICINI FIGLIO GHEDDAFI NEL MIRINO,ARRESTI

ANSA/LIBIA:GIORNALISTI VICINI FIGLIO GHEDDAFI NEL MIRINO,ARRESTI
CHIUSI SETTIMANALE E AGENZIA DEL GRUPPO DEL ‘RIFORMISTA’ SEIF
ROMA
(ANSA) – ROMA, 8 NOV – Settimana nera per la stampa libica che paga la ‘guerra’ intestina tra Seif Al Islam, figlio ‘riformista’ del leader Gheddafi, e l’establishment ‘conservatore’ guidato dal primo ministro in carica, Baghdadi Ali al-Mahmoudi. Un settimanale, Oea, e la prima agenzia di stampa indipendente, la Libya Press – entrambe testate del gruppo editoriale ‘Al Ghad’ (‘il domanì) che fa capo a Seif al Islam – sono stati chiusi ed almeno una decina di giornalisti (fino a trenta, secondo la versione riferita dalla televisione araba Al Jazira) sono in carcere da venerdì. La notizia è stata data anche da un altro media del gruppo, Qurina, e la conferma è arrivata da alcuni giornalisti di Al Ghad, sentiti dall’ANSA, che hanno preferito conservare l’anonimato. Oea, già  ridotto qualche mese fa da quotidiano a settimanale, è stato chiuso mercoledì scorso e rimane attivo solo in forma ridotta il suo sito internet. Mentre da ieri sul sito di Libya Press campeggia un comunicato nel quale si denuncia con forza “il sequestro” di dieci dei suoi giornalisti e si definisce “illegale, vergognosa e scandalosa rispetto ai principi della Rivoluzione libica” l’operazione in corso. L’agenzia chiede ovviamente l’immediato rilascio dei cronisti di cui pubblica un elenco di nomi senza però dare alcun dettaglio sulle ragioni dell’arresto. Alcune fonti libiche – legate al gruppo editoriale Al Ghad ma che preferiscono mantenere l’anonimato – hanno spiegato che queste misure sono legate alla pubblicazione avvenuta giovedì scorso da parte di Libya Press di una indiscrezione secondo la quale un alto dirigente del Movimento dei Comitati Rivoluzionari libici avrebbe tentato di vietare ai libici formatisi all’estero e poi rientrati in patria (molti dei quali amici del figlio del Leader) di occupare posti di potere all’interno del sistema statale e di aprire alle riforme economiche. Un’operazione di ‘censura’ condivisa dai settori più chiusi e conservatori della società  libica ed in netta opposizione al progetto riformista di Seif Al Islam, conosciuto con il termine ‘Libya Al-Ghad’, ovvero ‘la Libia del futuro’. L’arresto dei giornalisti di Libya Press arriva dopo la sospensione di Oea decisa mercoledì scorso, secondo fonti giornalistiche locali, con una nota del primo ministro Bagdadi Ali al-Mahmoudi. Anche qui si tratterebbe di una ritorsione dopo un articolo fortemente anti-governativo apparso sul giornale, letto da molti come un duro attacco diretto ad al-Mahmoudi. (ANSA).
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