Televisione

10 novembre 2010 | 10:25

TV: BENIGNI RECORD DA FAZIO, MA NO RAI A SPECIALE DANTE

>>>ANSA/TV: BENIGNI RECORD DA FAZIO, MA NO RAI A SPECIALE DANTE
GARIMBERTI, GRANDE ESERCIZIO DI LIBERTA’; APPLAUSI E POLEMICHE
ROMA
(di Angela Majoli) (ANSA) – ROMA, 9 NOV – Roberto Benigni torna in tv, ospite d’eccezione di Fazio-Saviano a Vieni via con me, e si conferma re dell’Auditel in una serata da incorniciare per Raitre. Ma sfuma – a quanto pare per problemi di budget – l’ipotesi di rivederlo su Raiuno a Natale con uno dei suoi speciali su Dante. Oggi però è il giorno della soddisfazione: 7,6 milioni di media per la puntata, 9 milioni per la performance del premio Oscar che sul finale va oltre i 9,3 milioni e fa segnare il picco del 32%. Il programma “é stato un grande esercizio di libertà ”, commenta il presidente della Rai Paolo Garimberti, che proprio di quella libertà  si era fatto garante nei giorni delle polemiche. E nel coro di applausi pochi distinguo arrivano dal Pdl per il ‘trattamento’ riservato a Sciascia da Saviano. Niente regalo di Natale, dunque, con Benigni: la proposta di una serata speciale giocata tra l’attualità  e la Commedia dantesca, sulla scia dell’Ultimo del Paradiso e del Quinto dell’Inferno, da trasmettere il 21 o il 28 dicembre, si arena a livello della direzione di Raiuno per motivi di budget. Problemi invocati anche alla vigilia di Vieni via con me e che alla fine hanno spinto il premio Oscar e il maestro Claudio Abbado ad intervenire gratis ieri sera. Qualcuno si augura di rivedere Benigni sul palco dell’Ariston a Sanremo: ipotesi al momento mai contemplata, assicurano fonti vicine all’attore-regista. Intanto il suo show sul premier, le escort e la mafia, l’orazione civile di Roberto Saviano sulla ‘macchina del fango’, il tormentone andare-restare spopolano anche sul web. “La libertà  non è nemica della buona televisione. E una tv diversa é possibile”, dice il direttore di Raitre Paolo Ruffini, “felice” di essersi ritrovato ieri a “pensare e a riflettere sul ruolo del servizio pubblico”. “I risultati hanno premiato la qualità  di una pagina di tv che solo la Rai poteva offrire al suo pubblico”, plaude Garimberti, che ha fatto i complimenti a Ruffini e Fazio, estendendoli anche a Saviano. Il consigliere di amministrazione Nino Rizzo Nervo chiede invece le scuse del dg Mauro Masi: “Un direttore generale che impegna le sue energie soltanto nel frapporre ostacoli a quelle trasmissioni che giustificano il servizio pubblico significa soltanto che di televisione non capisce nulla e di conseguenza, prima di compiere altri danni, ammettere la propria inadeguatezza”. “Chapeau” per gli ascolti dal consigliere di maggioranza Antonio Verro, che però ha trovato lo show “lungo e lento” e l’intervento di Saviano “molto banale e un po’ qualunquista”. Dal mondo politico Walter Veltroni legge nella trasmissione “la testimonianza di un Paese che c’é” e dunque coglie segnali di ottimismo; Roberto Rao (Udc), pur stigmatizzando alcuni “eccessi” nel monologo di Benigni, invita Masi a rivedere il proposito di fermare a gennaio “questa e altre trasmissioni di successo”; l’Idv con Pancho Pardi attacca il dg “re Mida al contrario”, mentre dal Pdl Daniele Capezzone si dice addolorato per la citazione di Sciascia, “presentato in modo unilaterale, banale, persino offensivo”. Dalla squadra di Vieni via con me trapelano invece grande serenità  e soddisfazione: Fazio ringrazia tutti, Endemol Italia che produce il programma parla di “grande spettacolo di qualità  e di divertimento”, il capostruttura Loris Mazzetti cita l’impegno di tutto il centro di produzione di Milano e lancia un monito alla politica: “Lasci fare la tv a chi è capace di farla, se vuole rispettare il ruolo di servizio pubblico della Rai”. Intanto si lavora già  alla prossima puntata: top secret l’argomento, possibile la presenza di Paolo Rossi, anche se si spera in Adriano Celentano. “E’ un nostro grande amico, lo abbiamo contattato”, dice Mazzetti. “Speriamo che abbia voglia di tornare a fare tv con noi: la sua partecipazione potrebbe essere una risposta a quelli che non gli permettono di fare televisione come vuole”. (ANSA).
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