Televisione

11 novembre 2010 | 10:05

RAI: IL PIANO MASI ANTI-EVASIONE,100 MLN DA CANONI SPECIALI

ANSA/RAI: IL PIANO MASI ANTI-EVASIONE,100 MLN DA CANONI SPECIALI
IMPEGNATA ANCHE GDF; CDA, A MACCARI L’INTERIM DI RAI PARLAMENTO
ROMA
(di Nicoletta Tamberlich) (ANSA) – ROMA, 10 NOV – Canone Rai, caccia aperta a tutti gli evasori e non solo alle famiglie: arriva un piano di intervento straordinario per recuperare almeno 100 milioni di euro dall’evasione dei canoni speciali. A presentarlo oggi al consiglio di amministrazione è stato il direttore generale Mauro Masi che ha ricordato come “il canone Rai è la tassa più evasa”: per questo nei prossimi giorni verrà  richiesta alla Guardia di Finanza un’azione straordinaria di verifica presso gli esercizi pubblici per accertare l’avvenuto pagamento. Nel corso della seduta a Viale Mazzini, inoltre, è stato approvato, su proposta del Dg, l’intendimento di affidare ad interim ad Alberto Maccari (già  direttore della Tgr) la responsabilità  di Rai Parlamento. Ma il comitato di redazione della testata commenta: “L’azienda e il cda hanno deciso di non decidere. Ancora una volta non è arrivato quello che attendevamo, vale a dire la nomina di un nuovo direttore responsabile che possa dare finalmente certezze al futuro editoriale di Rai Parlamento”. Per questo i giornalisti confermano lo stato di agitazione. Nuovo slittamento, invece, per le nomine di peso. Nessun pacchetto è stato infatti presentato dal Dg in Cda. La spinosa questione si trascina ormai da mesi: gli avvicendamenti, di cui si parla da settimane, riguardanti in particolare le direzioni di Raidue e Rai News, restano in alto mare né sono state prese decisioni sui vertici dei canali digitali. Un rinvio forse legato anche all’attuale scenario politico, ingarbugliato e in divenire, che non permetterebbe di sciogliere i nodi sul tavolo. Il piano anti-evasione sul canone illustrato da Masi prevede che la struttura già  esistente, composta di 120 unità , venga potenziata con ulteriori 50 agenti mandatari a costo zero per l’azienda, in quanto retribuiti a provvigione. In base ai dati in possesso della direzione generale, sarebbero circa 960 mila gli esercizi tenuti al pagamento del canone speciale: attività  commerciali in possesso di uno o più televisori usati fuori dall’ambito familiare come alberghi, bar, ristoranti, uffici, enti, amministrazioni pubbliche, circoli e imprese. Attualmente, secondo gli stessi dati, gli abbonamenti speciali sono solo 263 mila con un introito annuo di 60 milioni di euro. Si attesta, quindi, una presunzione di evasione dei canoni speciali del 60% dei circa 700 mila esercizi attualmente non abbonati, pari a circa 102 milioni di euro. All’iniziativa di Masi replica la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) che assicura: “La tassa obbligatoria dovuta per il possesso del televisore è sempre stata pagata dai pubblici esercizi che ne sono dotati. Prova ne sia il controllo serrato da parte di Siae ed ultimamente anche da parte di Scf (consorzio fonografici) con cui da tempo Fipe si relaziona e stipula convenzioni”. Intanto sono in corso fino a domani le votazioni dei giornalisti di Viale Mazzini sulla ‘mozione di sfiducia’ al dg promossa dall’Usigrai: nel pomeriggio i votanti hanno raggiunto le mille unità . Articolo 21, Valigia Blu e Reporter senza rete raccolgono sui rispettivi siti anche il parere degli abbonati. (ANSA).
TH/ S0A QBXB