Televisione

11 novembre 2010 | 11:47

Rai: calvario di Masi sono conti in profondo rosso

11 Nov 2010 10:50 CEST Rai: calvario di Masi sono conti in profondo rosso (Secolo)
Dowjones

ROMA (MF-DJ)–Le nubi piu’ scure all’orizzonte del direttore generale dela Rai, Mauro Masi, sono rappresentate dal rapido deterioramento dei conti dell’azienda. Lo scrive oggi il Secolo d’Italia, spiegando che per Viale Mazzini il 2010 si chiudera’ con un passivo tra i 115 e i 118 milioni di euro. Erano 80 milioni nel 2009 e rischiano di essere molti di piu’ negli anni a venire: senza brusche correzioni di rotta, nel 2012 il “rosso” potrebbe raggiungere i 600 milioni, piu’ del capitale sociale dell’azienda, pari a 550 milioni di euro.

Le misure di austerity, recentemente annunciate da Masi, dovrebbero consentire risparmi annuali dell’ordine di 10 o 12 milioni, ma e’ evidente come lo sforzo -pur encomiabile- sia marginale rispetto alla voragine contabile che si va aprendo.

Il Secolo d’Italia ricorda la scelta “masochista” della Rai di rinunciare ai 50 milioni annui che Sky le offriva per ospitare Raisat e tutti gli altri canali digitali della Rai sulla sua piattaforma satellitare. Accettare l’offerta di Murdoch -disse orgogliosamente Masi- “si sarebbe tradotto nel medio lungo periodo con un danno di proporzioni ben piu’ vaste del mancato margine di RaiSat sul contratto con Sky”. A guardare oggi non e’ andata cosi’ e soprattutto Masi ha rinunciato ad un contratto che avrebbe quasi dimezzato il deficit 2010. La “presbiopia” di Masi, scrive il quotidiano, non gli ha consentito di vedere la frana sotto i suoi piedi. E insieme ai 350 milioni di euro per 7 anni (tanto durava il contratto offerto da Sky), la Rai ha cosi’ rinunciato anche ai possibili maggiori introiti pubblicitari.

Masi ha annunciato l’ambizioso obiettivo di riportare Viale Mazzini in pareggio nel 2012. Punta soprattutto sulla lotta all’evasione del canone (alcune stime parlano di un possibile maggior introito di almeno 400 milioni annui). Appare tuttavia azzardato pensare che una robusta riduzione dei costi ed un maggior prelievo dai cittadini non abbiano conseguenze rilevanti sulla qualita’ e sulla popolarita’ dei programmi Rai, con annessi contraccolpi sulla raccolta pubblicitaria. red/ren

 
 
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November 11, 2010 04:50 ET (09:50 GMT)

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