Editoria

13 novembre 2010 | 15:31

EDITORIA: FNSI, OK RIPRISTINO FONDI MA BATTAGLIA NON FINISCE

POL:EDITORIA
2010-11-13 14:15
EDITORIA: FNSI, OK RIPRISTINO FONDI MA BATTAGLIA NON FINISCE
RICOSTITUIRE DIRITTO SOGGETTIVO E VARARE LEGGE RIFORMA SETTORE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 13 NOV – Il ripristino dei fondi per l’editoria deciso ieri dalla commissione Bilancio della Camera é “una prima importante vittoria”, ma “la battaglia non è finita”: a sottolinearlo è la Federazione nazionale della stampa, che chiede la ricostituzione del diritto soggettivo e la riforma complessiva del settore. “Prima importante vittoria di coloro che si sono battuti e si battono per la libertà  di informazione e per il pluralismo delle idee nel nostro Paese”, afferma la Fnsi in una nota. “Nella tarda serata di ieri, infatti, la commissione Bilancio della Camera ha approvato, a larga maggioranza e con l’assenso del governo, un emendamento che stanzia 100 milioni per il fondo editoria, scongiurando la chiusura di oltre 90 testate e la perdita di circa 4000 posti di lavoro, tra giornalisti e poligrafici. La Commissione ha provveduto, nel contempo, a stanziare 5 milioni per i giornali editi e diffusi all’estero, 45 milioni per l’emittenza locale e 30 milioni per il credito d’imposta per la carta. Si tratta di un risultato importante che premia la dura battaglia condotta dalla Fnsi, da Mediacoop, dalle associazioni del settore, e l’impegno profuso dal Comitato per la libertà  ed il diritto all’informazione volto a sensibilizzare le forze politiche e sociali su questi temi. Ancora una volta il Parlamento ha vinto sulle scelte del Governo”. “Ma la battaglia – avverte il sindacato dei giornalisti – non è finita: innanzitutto perché vogliamo la ricostituzione del diritto soggettivo, senza il quale qualsiasi aumento delle risorse del fondo editoria, in mancanza di certezze pluriennali, diventa inefficace al fine di chiedere anticipazioni al sistema bancario; poi perché riteniamo giunto ormai il momento di avviare a definizione una seria legge di riforma dell’editoria che, ormai da più di dieci anni, i vari governi che si sono succeduti non sono riusciti a presentare”. (ANSA).
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