Comunicazione

13 novembre 2010 | 20:55

Telecom/Bernabè: Ho resistito a pressioni su rete, non l’ho venduta

Apc-Telecom/Bernabè: Ho resistito a pressioni su rete, non l’ho venduta
Non potevo smontare l’azienda, metterla nella bara

Roma, 11 nov. (Apcom) – Dopo il suo ritorno in Telecom, azienda che Franco Bernabè aveva lasciato andando via in modo “anche violento” per la sua opposizione all’opa di Roberto Colaninno, l’amministratore delegato dell’azienda di tlc ha dovuto subire altre “pressioni”, come quelle legate alla vendita della rete o degli asset brasiliani. Pressioni alle quali ha saputo resistere e che lo hanno portato da manager “controcorrente” qual è sempre stato, secondo le sue parole, a non “smontare l’azienda, perché “sarebbe stato come portare a compimento il delitto e mettere il cadavere nella bara”. Parlando ai ragazzi della Luiss della sua esperienza in Telecom, Bernabè ha sottolineato che quando è rientrato in azienda per la seconda volta “il mondo si aspettava che iniziassi a vendere, che riducessi il perimetro e che mettessi delle pezze”, ad un’azienda con un indebitamento di 36 miliardi e un fatturato di 29. “C’erano pressioni – ha detto Bernabè – addirittura perché vendessi la rete e il Brasile. Incassato qualche miliardo avrei di fatto liquidato Telecom, cosa che non volevo assolutamente fare, nonostante mi trovassi di fronte ad una delle più grandi crisi finanziarie internazionali con la necessità  di mettere 5 miliardi di bond sul mercato e con il mercato finanziario che mi si chiudeva e non riuscivo a finanziare il debito”. Ma l’ad di Telecom ha deciso “di prendere dei rischi molto, molto grossi”, pur di resistere a queste pressioni, ricevendo anche “molte critiche”.

(Segue)

Rbr/Ral

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Apc-Telecom/Bernabè: Ho resistito a pressioni su rete, non l’ho… -2-
Ho fatto il contrario di quello che tutti si aspettavano da me

Roma, 11 nov. (Apcom) – “Alla fine – ha aggiunto Bernabè – un po’ la fortuna mi ha dato una mano, perché si è scoperto che tutti sono indebitati anche gli Stati e le banche centrali hanno inondato il mondo di liquidità  e questo ti dà  margini per finanziarti”. Pertanto, venuta meno la pressione sul lato del debito, Bernabè ha potuto agire “sul fronte dei costi”, recuperando così la riduzione dei ricavi. Per questo, rivolgendosi ai ragazzi e invitandoli ad essere come “il macellaio”, Bernabè ha detto che il punto di riferimento anche per un’azienda deve essere “la cassa e non la competenza, perché di competenza si muore, invece la cassa è quella che vi salva la vita”. Di qui dunque è iniziata l’opera di riposizionamento dell’azienda che non solo non ha venduto la rete, ma è ritornata sui mercati internazionali rilanciando gli asset brasiliani ed ampliando quella che era diventata una presenza “marginale” in Argentina. “Ho fatto esattamente il contrario – ha concluso Bernabè – di quello che tutti si aspettavano da me. Ho preso dei rischi enormi, ma con risultati importanti che iniziano ad essere visibili”.

Rbr/Ral

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