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15 novembre 2010 | 11:09

INTERNET: DI PIETRO, AGCOM TAPPA BOCCA A RADIO-WEB

INTERNET: DI PIETRO, AGCOM TAPPA BOCCA A RADIO-WEB
APPROVATO DOCUMENTO: INIZIARE ATTIVITA’COSTA 750 EURO O 1.500
ROMA
(ANSA) – ROMA, 13 NOV – “D’ora in avanti chi vorrà  aprire una radio web dovrà  fare una dichiarazione di inizio attività  e pagare un costo di autorizzazione pari a 750 euro, che diventano 1.500 per le web tv lineari, quelle cioé con palinsesto. E’ l’effetto di un provvedimento approvato ieri sera dall’Agcom (Autorità  garante delle comunicazioni), che deve trasformare in regolamento attuativo il decreto Romani sui servizi media audiovisivi”. A denunciarlo è il leader dell’IdV Antonio Di Pietro nel suo blog. “Diamo un addio alle web radio libere, che potevano trasmettere senza oneri burocratici, spese preventive e richieste d’autorizzazioni e pastoie varie. Nella stessa riunione – prosegue il leader dell’Idv – l’Autorità  doveva stabilire anche una prima bozza di regole per potenziare la lotta alla pirateria (sempre sulla scorta del Romani), ma ha rinviato la discussione”. E meno male, sottolinea Di Pietro, perché “il testo su cui l’Agom si stava orientando ipotizzava misure di severità  inaudita per oscurare siti e bloccare il peer to peer, lo scambio di file musicali e video”. “La bozza di regolamento – racconta il parlamentare – era ancora più pesante rispetto a quanto previsto dall’Agcom. Il costo per l’autorizzazione doveva infatti essere di 3mila euro e dopo aver presentato la dichiarazione d’inizio attività  bisognava aspettare 60 giorni prima di iniziare a trasmettere, mentre la decisione di ieri consente di cominciare a trasmettere appena presentata la dichiarazione. La decisione sulle web tv con video on demand, che sono la maggioranza fra le migliaia di web tv italiane, è stata rinviata a lunedì, e vedremo se anche qui gli oneri saranno inferiori”. “Queste regole, anche se alleggerite – afferma Di Pietro – segnano una svolta negativa. Finora tutti questi servizi potevano trasmettere in totale libertà , senza dover pagare un euro, senza dover affrontare le mille regole e regolette burocratiche che finiscono spesso per scoraggiare ogni iniziativa. Poi si sa come vanno le cose in questi casi. L’importante è fare il primo passo, invertire la rotta. Il resto viene da sé a valanga. Insomma il regime, nel momento della sua caduta, sta tentando di imbrigliare l’unico mezzo di informazione che non riesce a controllare: il web”. “Lunedì l’Agcom riaprirà  la discussione anche sulle regole antipirateria – conclude – c’é già  un testo che, se verrà  approvato, sarà  poi sottoposto a consultazione pubblica. Per fortuna c’é stato questo rinvio, così l’Autorità  avrà  un po’ di tempo per pensarci meglio e noi potremmo organizzare una mobilitazione forte”. Queste regole che “sono più dure che in tutto il resto d’Europa”, propongono di imporre “l’oscuramento dei siti collegabili anche indirettamente alle attività  di pirateria e di bloccare direttamente il traffico peer to peer, lo scambio libero e gratuito di files, tra gli utenti. E tutto questo basandosi solo su una segnalazione delle forze dell’ordine o dei detentori del diritto d’autore”.   (ANSA).
BSA-COM/ S0A QBXB