Comunicazione

16 novembre 2010 | 9:43

INTERNET: WEB TV,REGOLAMENTO AGCOM NON RIGUARDERA’ ‘PICCOLI’

INTERNET: WEB TV,REGOLAMENTO AGCOM NON RIGUARDERA’ ‘PICCOLI’
DISCUSSIONE AGGIORNATA, SI CERCA INTESA SU VIDEO ON DEMAND
ROMA
(ANSA) – ROMA, 15 NOV – Dovrebbe essere sfoltito, rispetto all’ipotesi iniziale, il testo del regolamento per le web tv e le web radio all’esame dell’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni. Secondo quanto si apprende, la nuova disciplina attuativa del decreto Romani sui servizi media audiovisivi, che ha suscitato proteste sul web e in Parlamento, non dovrebbe riguardare le piccole realtà  di Internet, ma solo le emittenti che svolgono un’attività  in qualche modo paragonabile con quella delle altre piattaforme. Oggi l’AgCom ha aggiornato al 25 novembre la discussione sulle regole e gli obblighi “per ulteriori approfondimenti e riflessioni, anche alla luce della delicatezza della questione”. I nuovi relatori, a seguito della scelta del consigliere Nicola D’Angelo di dimettersi da relatore per protesta, sono Stefano Mannoni e Sebastiano Sortino. In discussione, oltre al regolamento per le web tv e radio lineari, cioé con palinsesto, sul quale sarebbe già  stato trovato un accordo, c’é il regolamento per le web tv e radio non lineari, cioé basate sull’on demand. Su queste ultime sarebbe apparso necessario un ulteriore approfondimento per individuare criteri in grado di distinguere le attività  di puro hosting dalle altre. All’esame anche il lancio di una consultazione pubblica per il presidio del diritto d’autore, al fine di individuare i meccanismi che consentano di intervenire in via amministrativa contro le violazioni. Tra le norme allo studio dell’AgCom, che la prossima settimana dovrebbe prendere una decisione, l’obbligo di una dichiarazione di inizio attività  con un costo di autorizzazione pari a 750 euro per web radio e pari a 1.500 euro per le web tv lineari. Il regolamento contiene anche misure a tutela dei minori e del diritto d’autore, come previsto dalla normativa europea. Le indiscrezioni hanno scatenato una protesta sul web, ma anche in Parlamento, con Antonio Di Pietro che ha parlato di bavaglio alle emittenti del web. “Non c’é nessuna intenzione repressiva della libertà  del web – afferma il relatore Stefano Mannoni -, ma semplicemente la volontà  di stabilire regole chiare e di proteggere il diritto d’autore. Nessuno può pensare che anarchia sia libertà , soprattutto quando passa attraverso lo sfruttamento dei diritti altrui”. (ANSA).
CAS/ S0A QBXB