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16 novembre 2010 | 15:18

FACEBOOK: SOLO IL 3% FRA 18 E 30 ANNI E’ SENZA PROFILO

NUOVO STUDIO AUSTRALIANO,SOCIAL NETWORK RADICATO NELLE RELAZIONI
SYDNEY
(ANSA) – SYDNEY, 16 NOV – Un nuovo studio australiano, ritenuto valido per i Paesi sviluppati in genere, conferma che Facebook ed altre forme di network sociali sono ormai radicati nelle relazioni umane, e che da essi dipende la sopravvivenza stessa delle amicizie di moltissimi. Secondo la ricerca condotta dall’Australian Psychological Society, chi resta del tutto fuori dei network è ormai una specie rara: solo il 3% del campione di età  fra 18 e 30 anni non ha un profilo di Facebook o equivalente. E fra gli over 30 la proporzione di chi evita ogni forma di rete sociale on line è meno del 15%. “I network sociali sono ormai profondamente radicati nelle società  occidentali, e non solo”, ha detto la ricercatrice responsabile dello studio Rebecca Mathews, in una relazione presentata in occasione della Settimana nazionale della psicologia. “E’ un cambiamento profondo nella maniera in cui comunichiamo, storicamente paragonabile all’invenzione del telefono”. Nel sondaggio di oltre 1800 persone, l’86% ha detto di usare uno o più network sociali, per la gran maggioranza Facebook ma anche siti come Twitter e RSVP, in quella che per molti è ormai parte della routine quotidiana. La maggioranza degli intervistati (53%) riferisce che i siti web assicurano un contatto più regolare con amici e familiari, e il 79% dichiara che favoriscono i legami con chi vive lontano. Circa un quarto (26%) dice di uscire più spesso e di avere maggiori contatti faccia a faccia grazie ai siti sociali. E cosa succederebbe se per ipotesi Facebook e gli altri siti staccassero la spina? Per il 52% degli utenti fra 18 e 30 anni significherebbe “perdere contatto con molti amici”. Da non ignorare però le esperienze negative come le molestie e i contatti indesiderati, riportate dal 28% del campione. Una proporzione tuttavia che secondo la studiosa è paragonabile alla frequenza di bullismo a scuola o nei posti di lavoro. “E’ verosimile che i network sociali online non siano di per sé un veicolo di esperienze negative e bullismo, ma piuttosto un altro ambiente in cui si verificano”. (ANSA).