Televisione

16 novembre 2010 | 17:37

Rai/ Farefuturo: ‘Vieni via con me’ racconta Italia che verrà 

Apc-Rai/ Farefuturo: ‘Vieni via con me’ racconta Italia che verrà 
“Lo ha fatto anche grazie a Fini e Bersani”

Roma, 16 nov. (Apcom) – “Polemiche a parte, Fazio e Saviano sono riusciti in qualcosa di straordinario, o almeno all’apparenza straordinario nella società  italiana di oggi: hanno raccontato l’Italia dopo Berlusconi, hanno tracciato il profilo dell’Italia che verrà . Un paese radicalmente diverso da quello attuale, finalmente lontano da visioni partigiane e faziose, che riesce a levarsi dal volto quel ghigno malefico di una democrazia muscolare e urlata, cattiva e pettegola, pecoreccia e greve. Lo hanno fatto, anche ma non solo, con la presenza di Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani”. Così Ffwebmagazine (www.ffwebmagazine.it), periodico online della Fondazione Farefuturo, commenta la trasmissione di Fazio e Saviano. “Quello che la presenza del presidente della Camera e del segretario del Partito democratico ci ha dimostrato – scrive Domenico Naso – è un nuovo approccio dei politici al mezzo televisivo. Ci siamo abituati, in questi ultimi tre lustri, all’occupazione violenta e totalizzante del tubo catodico, alla berlusconite acuta che ha trasformato la tv in un luogo di propaganda cieca e parziale. Ci siamo abituati al politico che in realtà  conduce la trasmissione, dettandone tempi e temi, al politico che si lancia in battute grevi e che attacca l’universo-mondo solo per portare acqua al mulino della propria parte. Ci siamo abituati ai salamelecchi degli anchormen, alle ossequiose riverenze di chi ‘tiene famiglia’ e non vuole inimicarsi il potente”. (segue)

Red/Arc

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Apc-Rai/ Farefuturo: ‘Vieni via con me’ racconta Italia che verrà  -2-
“No eroi o predicatori, Fazio-Saviano squarciano menefreghismo”

Roma, 16 nov. (Apcom) – E invece, continua Farefuturo, “Vieni via con me ha dimostrato che ci può essere un altro tipo di rapporto tra mondo politico e mezzo televisivo: tre minuti o giù di lì, un elenco di cose da dire, un tono pacato, magari noioso per alcuni, ma rivoluzionario per molti altri. Vai in tv, dici quello che vuoi dire e poi ciao, arrivederci e grazie. E allo spettatore resta una serie di input che potrà  tranquillamente elaborare, accettare, modificare o rifiutare senza pressioni eccessive, senza promesse da marinaio, senza artifici retorici e mediatici che trasformano il politico di turno nel Messia”. “Ecco – scrive ancora Naso – il tratto rivoluzionario di Vieni via con me: la parola. Dire tutta la verità , dire ciò che in tv non viene mai detto. Far capire allo spettatore che l’Italia è tante cose, molte delle quali bellissime, altre orrende, vergognose, degradanti. E proprio a partire dallo stato attuale del nostro paese, Fazio, Saviano e i loro ospiti tracciano anche il profilo di ciò che potremo essere da domani in poi, che poi in fondo è quello che già  siamo, sotto la polvere dell’abbrutimento, sotto la coltre di fumo dell’apatia intellettuale che ha avvolto le menti di molti, troppi di noi”. “Nessuno vuole eroi, né profeti televisivi in stile predicatore americano. Nessuno santifica nessuno. Ma negare che Fazio e Saviano abbiano aperto uno squarcio in un certo innegabile e ipocrita menefreghismo italico sarebbe intellettualmente disonesto e strumentale. Il mondo non lo cambia la televisione, ci mancherebbe altro. Ma se è proprio dalla tanto vituperata tv che viene un messaggio di cambiamento, ben venga. E alla fine – conclude Ffwebmagazine – nessuno andrà  via con nessuno, perché ci renderemo conto di cosa siamo e di cosa possiamo essere e resteremo. Tutti”.

Red/Arc

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