Editoria, Televisione

17 novembre 2010 | 13:08

RAI: GABANELLI, PER ORA TUTELA LEGALE C’E’ MA IN FUTURO NON SO

RAI: GABANELLI, PER ORA TUTELA LEGALE C’E’ MA IN FUTURO NON SO

(AGI) – Roma, 17 nov. – Per ora Milena Gabanelli e il suo gruppo di lavoro a ‘Report’ la tutela legale Rai ce l’hanno, “ma in futuro non so…”. Lo ha detto la stessa Gabanelli nel corso dell’intervento al convegno ‘Libertà  d’informazione. Quanto costa e a chi”, promosso dalla Fnsi sullo specifico tema delle cause per diffamazione, del risarcimento danno e delle ‘liti temerarie’, convegno aperto dal segretario Franco Siddi e che vede la partecipazione tra gli altri del presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, e del presidente della Fieg, Carlo Malinconico. L’ideatrice e conduttrice di ‘Report’ ha spiegato che lei e il suo gruppo non sono dipendenti Rai e quindi in teoria non ci dovrebbe essere tutela legale dell’azienda, però dal 2007 questa è intervenuta. Fino ad allora l’azienda di viale Mazzini era invece esclusa da ogni eventuale coinvolgimento in cause civili e richieste di risarcimento grazie alla cosiddetta ‘manleva’, ovvero la dichiarazione scritta con la quale il firmatario si impegna a sollevare un terzo soggetto (la Rai, in questo caso) dagli effetti negativi causati da un particolare evento, qualora dovesse verificarsi. “Lo scorso anno – ha aggiunto la Gabanelli – c’è stato qualche momento di difficoltà , perché il direttore generale aveva sollevato il problema di questa eccezione della tutela legale garantita a noi che siamo esterni. Alla fine comunque tutto si è risolto. Si ventila la possibilità  che ce la tolgano la tutela ma per ora c’è”. La giornalista ha anche spiegato che quando il rischio di perdere la tutela legale è apparso forte, “ho cercato un’assicurazione che potesse intervenire e coprire la trasmissione da questo punto di vista, e l’ho potuta cercare solo all’estero, perché in Italia non ce ne sono. Ne ho trovate due: una sul mercato inglese e una su quello statunitense. Entrambe disposte ad assicurare il danno ma non le spese legali”. E alla domanda sul perché di questa pratica, “mi hanno risposto che le assicurazioni assicurano un rischio e non una spesa certa, come possono essere le spese legali”. (AGI) Vic